L'ultimo numero di Spektrum rende comprensibile, attraverso numerosi casi clinici, l'ampia varietà della sindrome da burnout e mostra chiaramente che l'omeopatia, grazie al suo approccio individualizzante, offre una risposta adeguata alle diverse manifestazioni.
Si possono individuare chiaramente dei punti di riferimento per la scelta del rimedio: da un lato, per Jonathan Hardy si tratta dei minerali leggeri del secondo periodo; dall'altro, metalli pesanti come i sali di ferro per Christoph Schubert o il classico Aurum per Deborah Collins. Peter Tumminello descrive il gruppo farmacologico ancora poco conosciuto delle pietre preziose come rimedi utili contro la depressione.
Massimo Mangialavoris, con casistiche tratte dalla interessante famiglia delle Rutacee, indica vie d'uscita dalla trappola del burnout per pazienti che costantemente oltrepassano i propri limiti. Qui si presta anche l'analisi miasmatica, sia classica che secondo Sankaran. Al carattere distruttivo corrisponde il miasma sifilitico, trattato da Rosina Sonnenschmidt soprattutto con rimedi da serpente, così come il miasma canceroso. Jürgen Hansel e Willi Neuhold presentano, attraverso casi clinici, i rimedi cancrinosi provenienti dalle famiglie delle Loganiacee e delle Brassicacee.
Jutta Gnaiger-Rathmanner mostra, con tre descrizioni di casi relativi a Lac humanum, Daphne mezereum e Arsenicum album, un percorso dalla tenebra del burnout verso la luce.