|

Per chi di voi appartiene alla mia generazione, prendersi cura dei genitori anziani è una questione importante. Se mi seguite da tempo, saprete probabilmente che entrambi i miei genitori sono già deceduti. Li ho assistiti entrambi. Mia madre ha vissuto negli ultimi anni della sua vita addirittura con mio marito ed io.
Ho già scritto sulla cura delle persone anziane nel mio post del blog Scambio di ruoli.
Omeopatia alla fine della vita
Tuttavia, c’è un tema a cui recentemente una mia allieva ha attirato la mia attenzione e su cui non avevo ancora preso posizione:
“Mi piacerebbe imparare di più sull’accompagnamento al morente. Abbiamo accompagnato tre dei nostri genitori quando sono morti, io sono stata al loro letto. All’epoca non sapevo nulla di omeopatia, ma ora che come studentessa di omeopatia sto imparando e studiando molto, vorrei sapere quali rimedi dovremmo avere a disposizione… Qualcosa che renda il passaggio più lieve e che tranquillizzi animi e cuori.”
La cura palliativa alla fine della vita è un campo vasto e vogliamo concentrare l’attenzione sulla domanda centrale della mia studentessa: come può l’omeopatia portare calma interiore e pace in questa situazione?
Paure, nervosismo e irrequietezza dal punto di vista omeopatico
Innanzitutto voglio osservare che il turbamento emotivo che attraversano i morenti sembra a prima vista qualcosa di del tutto unico. Dal punto di vista omeopatico, però, questo stato non differisce dalla paura di una persona che, per esempio, ha subito uno shock perché è stata testimone di una catastrofe; o dall’irrequietezza di un bambino che non riesce a dormire di notte; o dall’ansia di un animale domestico quando il padrone è via.
Nervosismo, irrequietezza e paura sono trattati in linea di principio come tali – indipendentemente dal fattore scatenante che ne è responsabile.
Molte persone presumono che la loro situazione personale sia molto diversa da quella degli altri, semplicemente perché le ragioni delle loro preoccupazioni e sofferenze sono molto individuali. Nel corso del mio lavoro come docente di omeopatia ho constatato che si tratta di una diffusa interpretazione errata tra gli studenti di omeopatia. Forse ciò accade perché non sentono molte persone parlarne (qualunque cosa voglia dire “parlarne”). Questa isolazione porta alla convinzione che il proprio stato sia insolito e richieda un rimedio omeopatico ancora più specifico di quello che normalmente si userebbe in tali situazioni.
I sintomi come guida verso il rimedio adatto
Ma posso assicurarvi che ci si può fidare dei sintomi. I sintomi sono, in fin dei conti, sintomi. Qualunque siano i sintomi, lavoriamo con quelli e ciò indipendentemente dalla causa che li provoca.
Per nervosismo, irrequietezza e paure possono esserci molte ragioni, dalle circostanze personali a disturbi fisici cronici. I sintomi associati non compaiono solo alla fine della vita. In questa situazione tuttavia sono caratterizzati da una maggiore urgenza ed è importante dare al malato una calma interiore mentre si avvicina il passaggio inevitabile.
Aconitum 200 e Arsenicum 200 sono di norma due rimedi importanti da prendere in considerazione. Se il panico è molto intenso, uno dei due rimedi può essere somministrato ogni quindici minuti per un’ora. Dopo di che si dovrebbe cercare di ridurre la frequenza delle somministrazioni e dare il rimedio solo secondo necessità ogni poche ore.
Un esempio: se nervosismo, irrequietezza o paure riemergono tre ore dopo l’ultima somministrazione, sappiamo che il rimedio dovrebbe essere dato ogni tre ore. Dobbiamo però anche cercare sempre di aumentare gradualmente gli intervalli tra le somministrazioni. Forse la successiva ondata emotiva si presenterà solo dopo cinque ore. Allora l’intervallo di cinque ore sarebbe quello giusto per la somministrazione del rimedio.
Accompagnamento gentile e attento
In ogni caso: interrompiamo sempre la somministrazione non appena lo stato è chiaramente migliorato. Ho constatato che una o due somministrazioni sono spesso sufficienti per risolvere il problema! In ciò risiede una delle più grandi qualità dell’omeopatia. Essa ci incoraggia, attraverso un’osservazione attenta, a sapere sempre esattamente cosa accade alle persone a noi più vicine.
Questo è lontano dalle regole della medicina convenzionale, dove si prende una manciata di pillole a intervalli fissi senza nemmeno pensarci! Preferisco sempre l’omeopatia attenta alla medicina impersonale della scuola ufficiale!
Il desiderio di rendere il passaggio di una persona cara più agevole alla fine della sua vita è un istinto naturale e umano. Con il suo modo molto premuroso e delicato, l’omeopatia ci aiuta a donare calma interiore al malato e a creare, in questo tempo emotivamente intenso e così prezioso, un ambiente protetto e tranquillo.
La prossima settimana scriverò su un rimedio omeopatico per i familiari che assistono. Restate connessi e ditelo in giro – l’omeopatia aiuta!
Cordiali saluti,
La vostra
.png)
Fonte: https://joettecalabrese.com/blog/palliative-care/

|