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Berlin Wall (Murus Berlinensis) – un ritratto di un rimedio omeopatico

Notizia

Quando George Vithoulkas parlò nell’aprile 1997 al Congresso di omeopatia di Berlino (proprio lì), proclamò che l’uso di rimedi come Berlin Wall danneggiava la reputazione dell’omeopatia e non era in alcun modo giustificabile. La prima volta che sentii parlare di questo rimedio (circa un anno prima che George formulasse il suo giudizio), provai inizialmente esattamente la stessa sensazione. Grazie al destino, in quel periodo non c’era alcun palco a disposizione su cui avrei potuto condannare pubblicamente quel rimedio. Nel maggio 1997 partecipai poi a un altro incontro omeopatico, dove 15 omeopati da tutto il mondo si scambiarono le loro migliori esperienze. Lì un collega irlandese, Declan Hammond, riferì delle sue esperienze con il rimedio Berlin Wall. Rimasi profondamente impressionato dal suo resoconto e non appena tornai a casa ordinai il rimedio e feci una sperimentazione.

In questo e nel prossimo articolo vorrei riportare le nostre esperienze durante la sperimentazione del rimedio e presentare alcuni casi clinici. Per me il rimedio „Murus Berlinensis“ divenne in pochissimo tempo un vero polychrest.

 

Quadro del rimedio Berlin Wall (Declan Hammond)

Declan Hammond ha elaborato il seguente quadro del rimedio sulla base delle esperienze di sperimentazione e di una dozzina di casi clinici (periodo di osservazione: due anni):

 

  • Senso di abbandono e SEPARAZIONE sono comuni a tutti i pazienti. Una pressione esterna insopportabile che provoca nei pazienti o un’esplosione o un’implosione; enorme disperazione.
  • Oppressione (politica; da parte della famiglia; abusi, sessuali; religiosa; mobbing) e sentirsi vittime; la sensazione che la propria creatività sia repressa.
  • Condizioni ossessive (DD Stram, Bell, Hyos).
  • Bambini di genitori ambiziosi, troppo esigenti e solleciti (DD Carc).
  • Professioni di cura, suscettibili al burnout e/o all’esaurimento mentale.
  • Acuto: di fronte a una resistenza travolgente: ospedali, processi.
  • Oscurità indicibile/il male.
  • Non mostrare nulla; MASCHERE; inespressivo, sgarbato.
  • Sospettoso, sgradevole, sguardo sfuggente; non riesce a guardare gli altri negli occhi.
  • Aspetto da poveraccio colpevole; maltrattato.
  • Pianto frequente, le lacrime scorrono copiose; si sente per questo insensibile e assente, disperato.
  • Profondo dolore che non si riesce a esprimere, non detto, ma percepibile nell’aria.
  • Depressione, sensazione di oscurità totale, isolamento totale, solitudine, disperazione.
  • Panico, desiderio di fuggire ma incapacità di farlo. TERRORE.
  • Si sentono come dopo un lavaggio del cervello, non hanno il coraggio di liberarsi, non riescono a lasciarsi il passato alle spalle (rimedio intercurrente per accedere a traumi passati).
  • Andrà tutto storto; disperazione riguardo alla guarigione.
  • Insensibilità al dolore (DD. Op, Stram, Hell).
  • Autoaggressione (droghe, alcool, dirigere l’auto contro un veicolo in arrivo o contro un muro).
  • Impulsività – tutto può succedere (Merc, Prot).
  • Aggressività verso altre persone o animali (ne è affascinato). Bambino che mette una corda al collo di un gatto per vedere cosa succede (figlia di A.P.).
  • Furbizia, inganno.
  • Sensi di colpa insolubili.

 

Fisico

  • ASMA, senso di pressione sul petto, sensazione di soffocamento.
  • Mal di testa, profondo, opprimente, congestione, quasi esplode a causa della depressione e della fotofobia; sensazione di essere separato e isolato.
  • Dopo ictus, per ristabilire le connessioni mancanti.
  • Cecità temporanea e perdita dell’udito in situazioni di stress.
  • Rigidità articolare, gonfiore: “come qualcosa che si aggrappa”.
  • Dupuytren.
  • Senso di vuoto, come un buco nell’intestino (ulcera).
  • Narcolessia (20 ore al giorno).
  • Disturbi del sonno, insonnia.
  • Quando i rimedi ben scelti non riescono a scuotere un caso per aprirlo.
  • Come rimedio intercurrente.

 

La nostra sperimentazione e le esperienze personali con il rimedio Berlin Wall:

Con le informazioni elaborate da Declan Hammond ci siamo messi alla ricerca dei segreti del Muro di Berlino. La prima domanda che sorge spontanea è: “C’è una differenza tra il quadro del rimedio del Muro di Berlino e un pezzo di cemento del muro del proprio garage?” La risposta emotiva sarebbe: “Sì, certamente”, ma la ragione suggerirebbe legittimi dubbi (come George Vithoulkas allora), perché il materiale è chimicamente lo stesso. C’è solo una risposta definitiva: un’esperienza sperimentale scientifica: condurre una sperimentazione del rimedio e valutare se ci sono temi specifici, relativi alla Germania o al Muro di Berlino. Inizio con una breve sintesi della storia del Muro di Berlino:

 

Storia

La notte del 13 agosto 1961 fu eretto praticamente da un giorno all’altro un muro attraverso Berlino. Doveva impedire alla gente di Berlino Est di andare a Berlino Ovest. Per motivi economici e politici milioni di persone fuggivano dal comunismo verso l’Occidente capitalista per cercare fortuna – Berlino era la “fessura” nella cortina di ferro attraverso la quale si poteva passare dall’altra parte. Il Muro di Berlino simboleggia divisione, paura intensa, sfiducia, gli aspetti più brutali della Guerra Fredda (dove la Guerra Fredda divenne davvero “calda”), KGB contro FBI, intrighi, tradimenti e spionaggio. In totale il Muro di Berlino causò 588 vittime – tentativi di fuga sotto o sopra il muro.

Nel 1990 il muro fu demolito e un pezzo ne fece il viaggio da Berlino all’Inghilterra. Lì rimase per due lunghi anni nel cassetto di un omeopata (Martin Miles), poi fu riesumato, potentizzato e sperimentato. Ecco un estratto (parafrasi; n.d.T.) dal libro „The Berlin Wall“ di Norman Gelb (Michael Joseph, 1986): “È più che testimone della divisione di una città. Racconta anche la storia di una politica di potere e della minaccia atomica. Questa politica si giocava a Washington, Mosca, Londra e Parigi, ma anche in Germania. Berlino non era casualmente il luogo che il premier sovietico Nikita Chruščëv chiamò “i testicoli dell’Occidente”: ‘Ogni volta che voglio far gridare l’Occidente, colpisco qui’. È il luogo da cui J.F. Kennedy disse: ‘Se Chruščëv vuole darmi fastidio qui, allora è la fine’. Qui era cominciata la Guerra Fredda, dopo il blocco sovietico, quando carri armati russi e americani si trovarono faccia a faccia per la prima – e si spera ultima – volta, e qui iniziò il gioco inquietante dell’armamento nucleare. Per un breve momento tutti gli occhi del mondo erano sul Muro di Berlino. Eretto in un’atmosfera di rabbia e disprezzo, portò paure profonde e disperazione senza speranza. In tutto il mondo falchi e colombe discutevano sul significato e le conseguenze del Muro. Il grande Muro di Berlino è più di uno spettacolo geopolitico emotivamente gonfiato. Era fatto di cemento armato e, con i suoi 3,5 metri d’altezza, costituiva una costruzione imponente. Serpeggiava attraverso la capitale tedesca, per dividerla non solo in due unità distinte, ma anche per stringere la parte occidentale di Berlino in una specie di tenaglia di cemento. La lunghezza totale del muro era di circa 160 km – più lunga della distanza tra New York e Philadelphia o tra Londra e Calais.”

 

Dottrina delle signaturae/Modi di dire

Definizione di muro (Webster’s II New Riverside Dictionary):

 

1. Struttura verticale o separatore di spazi che racchiude o separa qualcosa.

2. Una barriera continua di protezione, usata per la difesa.

3. Qualcosa che separa, circonda o protegge come un muro.

4. (Verbo) Delimitare o racchiudere qualcosa.

 

“Mauerblümchen” (composito tedesco): qualcuno che sta ai margini e appare insignificante, perché timido o impopolare.

Andare contro il muro con la testa: voler fare qualcosa di impossibile; non c’è via d’uscita dalla frustrazione.

Muro cieco: un muro senza porte né finestre, attraverso il quale non si può passare né vedere.

 

(Sperimentazione del rimedio)

Temi del rimedio Berlin Wall

La sintesi della sperimentazione e dei sintomi guariti è organizzata per temi (F = sperimentatrice femminile, M = sperimentatore maschile; * = sogno).

 

Germania – Temi del Muro di Berlino

*Sognai una conoscenza dalla Germania che non avevo mai potuto soffrire – era sempre stato molto dominante, nervoso, nevrotico e preciso. Nel sogno potevo vedere il suo lato gentile. Notai che ci si può anche abituare a qualcuno. (F3)

  • Il 13 agosto (1997) mi sentii terribile tutto il giorno. La sera ai notiziari riferirono che il Muro di Berlino era stato eretto esattamente 27 (36? - PtB) anni prima. (F3)
  • Maggiore interesse per le emittenti tedesche, provai perfino un po’ di nostalgia per la Germania (non sono nata lì), sentii un ‘mal di mondo’. Ora posso capire meglio i tedeschi in generale. (F3)

*Sono in una stanza sconosciuta, mi sento estraneo lì, nessuno vuole avere a che fare con me. Si parla tedesco. La stanza è una specie di cantina, metà interrata. Non possono vedermi davvero, c’è qualcosa che non va nei loro occhi. Voglio toccare continuamente le persone, provo disgusto verso me stesso per questo. (F1)

  • Riguardo all’attrazione tra uomo e donna una donna lavoratrice osserva: “Chi non prova desiderio?” (F1)

 

Muro – Separazione (Azione terapeutica: abbattere il muro)

  • Improvvisamente noto che percepisco gli uomini in modo completamente diverso: più gentili, morbidi, amichevoli. Era così evidente che non potevo ignorarlo. Mi è successo inoltre: un uomo voleva indicarmi la strada e mise delicatamente la mano sulla mia spalla mentre mi spiegava. (Sintomo di guarigione F2)
  • Tutte le persone che incontravo le dividevo chiaramente in due gruppi: un gruppo aperto al contatto esterno e un gruppo che non aveva contatto verso l’esterno ed era bloccato nel proprio mondo. Sembravano esistere solo questi due estremi e nulla in mezzo. (F2)
  • Sensazione di un muro, una distanza incredibile tra me e le persone che amo. Non riesco a raggiungere le persone con cui vorrei stare. Ne soffro molto. (F3)
  • Se tengo il rimedio in mano per un po’, provo grande tristezza e mestizia, talmente enorme da poterne affogare. (Sintomo di guarigione F1)
  • Un lutto represso (“murato”) di 30 anni prima (non lo aveva mai raccontato alla moglie per non darle dispiacere) riaffiorò; per la prima volta poté piangere di fronte a sua moglie. Dopo non era più così irritabile ed era più tenero con lei. (Sintomo di guarigione in un paziente di 75 anni)
  • Non avvicinarti a me. Gli uomini vogliono solo approfittarsi e distruggere, assolutamente niente sesso. (F5)
  • In fondo ho un forte bisogno d’amore. Per favore resta con me e non lasciarmi, ma dove si trova il plesso solare sento che non voglio essere toccata. (F5)

*Mio fratello e mia sorella vivono con me in una casa e andiamo molto d’accordo (in realtà non è così). (Sintomo di guarigione/desiderio F3)

*Sono su una lunga strada solitaria che va dritta e divide il paesaggio. (F2)

  • Durante la sperimentazione spesso ho la sensazione che il mio mondo interiore mi sia sufficiente, mi basta per vivere, non ho bisogno di altro. Non devo appartenere al mondo esterno. Ciò che è dentro di me non deve necessariamente manifestarsi fuori. (F2)
  • Capisco improvvisamente molto bene perché devo fumare. In un negozio mi arrabbiai molto perché una donna si era messa avanti nella fila. Non potevo dire nulla (per fortuna provai la rabbia solo interiormente, non era proporzionata all’evento). Ebbi subito bisogno di una sigaretta per riprendere il controllo delle emozioni. Il fumo è una protezione, trattiene i miei sentimenti. Se smettessi di fumare sentirei le emozioni molto intensamente e credo che non saprei gestirle. (F2)

Mancanza di muro/struttura/separazione – (Azione terapeutica: tracciare confini chiari)

 

  • Appena tocco il rimedio mi sento meglio, riesco a separare chiaramente la mia energia da quella degli altri/dall’esterno. (Sintomo di guarigione F%)
  • Rifiuto di impegnarmi in una relazione uomo-donna, a meno che non si tratti di una relazione “pura, immacolata”. (F5)

*Insieme a mio padre mi trovo in un prato sterile, piatto e vuoto; ci sono tante fosse d’acqua quanti sono i prati. L’acqua nelle fosse è alta come l’erba, è un paesaggio sgradevole. Non c’è orizzonte. Mio padre dice che non crede in Dio o che pensa di non credere più in Dio (eppure è molto religioso). (M6)

  • Dopo aver toccato il rimedio non ho più trovato la strada di casa; mi persi e il giorno dopo non potei andare al lavoro perché sentivo che la questione della guerra riaffiorava. (Paziente)
  • Diretto verso un ristorante (ben noto) mi persi nel quartiere a luci rosse. Vagavo, poi vidi un numero di telefono per una vetrina affittata a prostitute. Ebbi l’impulso di segnarmi il numero perché era l’unica cosa che mi rimaneva. (F1)

*Davanti alla mia porta di casa c’è una grande montagna di sabbia, così alta da arrivare alla mia finestra. Chiunque può passare proprio davanti alla mia finestra. Per questo mi sento molto insicuro (vecchie paure conosciute). Ieri sono ricomparsi vecchi disturbi: mal di testa, raffreddore, mi sentivo stressato, punti brucianti sulla testa. Stamattina è scomparso tutto. (M8)

 

Madre

*Una madre ideale; viene a letto e mi consola senza compatirmi; mi promise che avremmo studiato insieme il giorno dopo (cosa che non faceva quando ero piccola). (Sintomo di guarigione F1)

*Passeggio con mia madre sul lago di Ginevra (ci andavamo in vacanza da piccola) e sono sorpresa perché tra noi si sente così bene. Poi vedo un aereo schiantarsi nel lago, c’è un’esplosione. 16 persone rimangono gravemente ferite e infine muoiono. (F1)

*Sono nella camera dei miei genitori e mia madre vuole prendere contatto con me. Accetto e all’inizio tutto va bene, poi si avvicina troppo e alla fine è sopra di me: “Ascolta, devi ascoltarmi”. (Vuole convincermi di qualcosa). Voglio più distanza e spazio e la mando giù. Le dico che arriverò dopo. Se ne va e mi sento bene. Poi vado anch’io di sotto. Mia madre sta in un angolo della cucina. Ci abbracciamo e sento che mia madre si riempie di nuovo, si realizza, le proporzioni tornano giuste. Torna a essere più nel suo corpo e non più una superficie piatta. Poi però si gonfia troppo e sento che si aggrappa a me. Ho la sensazione di diventare sempre più piccola e non lo voglio. Voglio liberarmi di nuovo e, con orrore, scopro che siamo attaccati per la pancia. Non sono nel panico, resto immobile e osservo come si sente. Poi faccio un passo indietro e sono libera. (Sintomo di guarigione F1)

*Nel mio primo sonno mi sveglio e sento distintamente mia figlia chiamare: “Mamma”, come se chiedesse aiuto. Si rivelò che me lo ero immaginato. (Paziente)

*Io e mia madre siamo sdraiate in spiaggia, lei è vicina a me. Credo che dovrei permetterlo. Ma poi mi tocca tra le gambe, molto dolce e tenero, risale poi di nuovo e così via. Non mi piace per niente, ma non dico nulla. Mia madre non è sessualmente eccitata o altro. (F1)

*Sono di nuovo in spiaggia con mia madre, la marea sale e mia madre viene trascinata verso il mare, ma le onde la riportano a riva. Penso “Cosa devo fare adesso?” (F1)

*Visione: una madre di carne e ossa, tridimensionale, non semplicemente una striscia piatta. (F1)

 

Commento: La madre sembra essere un grande tema di questo rimedio, in particolare il distacco dalla madre. Mettere confini, delimitare ciò che ti appartiene e ciò che è mio. Quasi sempre il tema “madre” si risolve solo verso la fine del processo. Nella nostra esperienza Thuja è il rimedio fondamentale per questa tematica (confusione sull’identità – perdersi), ma Berlin Wall e i rimedi a base di latte sono talvolta complementi indispensabili.

 

Identità maschile-femminile/separazione  

  • Sembra ossessionato da questioni relative all’identità maschile e femminile, come ad esempio aspetti maschili (compensatori) nelle donne.

*Riguardo all’attrazione tra uomini e donne una donna lavoratrice osserva: “Chi non prova desiderio?” (F1)

  • La rigidità alle mie spalle (“sensazione di gruccia”) è diminuita, non ho più il bisogno di muovermi in modo dimostrativo o di parlare ad alta voce quando sono sotto stress. Pensavo fosse una cosa che avevo ereditato da mio padre come strategia di sopravvivenza, ma che in realtà non appartenesse a me (era sempre molto rumoroso e dominante, mostrava una presenza impressionante). Era come se la mia parte maschile dovesse difendersi per non diventare uno zombie e scomparire come fece mia madre. (Sintomo di guarigione F1)

*In un ristorante giapponese esclusivo una mia paziente (una donna lesbica molto maschile) è seduta a un tavolo. Con le braccia fa alcuni gesti bruschi e angolari. “Quello è il giapponese maschile”, dice, “ma c’è anche una versione femminile, dove vorrei andare a mangiare una volta”. Poi fa movimenti eleganti, fluidi e molto femminili con le braccia e mostra la spalla nuda. Sono molto rilassata. (F1)

 

Perversioni sessuali

 

*Un uomo si abbassa i pantaloni in pubblico e vuole avere un rapporto anale con una donna che sembrava non avere il coraggio di rifiutarlo. (M4)

*Qualcuno (un uomo) urina sul mio corpo ed è sessualmente eccitato da questo. (F1)

  • Mi sento sessualmente eccitata, con le gambe largamente divaricate, come ubriaca, senza inibizioni. (F5)

 

Guerra – Violenza – Crudeltà

*Una squadra di soccorritori e una unità di polizia lavorano insieme. È lunedì mattina e i cadaveri devono essere portati via. Sulla strada giacciono molti corpi smembrati. Per pura cattiveria un poliziotto passa sopra i cadaveri e i corpi si aprono. Posso vedere i petti aperti con le aorte che sporgono come bastoni rivolti verso il basso. Mi dà l’opportunità di partecipare e al mio hobby – anatomia – ma purtroppo ho già un altro appuntamento. (M6)

*Passeggio con mia madre sul lago di Ginevra (ci andavamo in vacanza da piccola) e sono sorpresa perché tra noi si sente così bene. Poi vedo un aereo schiantarsi nel lago, c’è un’esplosione. 16 persone rimangono gravemente ferite e infine muoiono. (F1)

 

Occhi/Vedere/Anima contro Cecità/Filtro

  • La scorsa notte ho avuto la sensazione di essere cieca, ho aperto leggermente la tenda e mi sono resa conto che non lo ero. (F1)

*Sono in una stanza sconosciuta, mi sento estraneo lì, nessuno vuole avere a che fare con me. Si parla tedesco. La stanza è una specie di cantina, metà interrata. Non possono vedermi davvero, c’è qualcosa che non va nei loro occhi. Voglio toccare continuamente le persone, provo disgusto verso me stesso per questo. (F1)

*Sono con i miei genitori in una tenda (come una volta in vacanza) e improvvisamente vivo una situazione che avevo già vissuto da bambina. Vedo di avere nove anni e una sorta di filtro davanti agli occhi, simile a una lente a contatto o a un film sugli occhi. Credo che ora non ne abbia più bisogno, ma allora sì. Ora posso osservare tutta la situazione in modo obiettivo dall’esterno. La struttura familiare, la gerarchia tra mio padre e mia madre e io, bambino indifeso. (F1).

*Il mio amico è disteso sul letto e mi guarda negli occhi, io sto in cima al letto e mi chino su di lui. Posso vedere attraverso i suoi occhi fino alla sua infanzia, alla sua passato. Posso guardare dentro la sua anima più intima. Non avevamo mai avuto un contatto visivo così. (Il giorno prima avevo già provato molta empatia per i suoi problemi e il suo passato). (F1)

*Visione: due astronauti e un UFO con equipaggiamento altamente moderno, soprattutto riguardo alla tecnologia per gli occhi (laser/fotografia). (F1)

  • Con mia figlia ho fatto cinque maschere. Una maschera porta occhiali, un’altra ha cinque occhi. (F2)

*Devo trovare gli occhiali di una persona particolare, altrimenti non può vedere nulla. Li cerco in un cassetto. (F2)

*Decolliamo in piena notte con un piccolo aereo. Voliamo nella notte. Durante il volo calmo un uomo (un paziente di mio marito) che ha soprattutto paura di ciò che non può vedere. Conosco bene ogni movimento e ogni vibrazione dell’aereo perché avevo già volato di giorno, così posso spiegare all’uomo tutto ciò che succede. Amo quando l’aereo si solleva attraverso le nuvole. Amo volare. L’aereo non offre molta protezione, è solo una scatola di lamiera senza isolamento e per un istante sento persino una leggera corrente d’aria dall’esterno. Poi voliamo attraverso la notte e arriviamo al mattino. Sono sorpresa che sia già mattina così rapidamente. Guardo fuori dal finestrino e posso vedere la notte come una macchia scura dietro di noi. È l’immagine più bella e impressionante che il sogno lascia. La sensazione più bella era riconoscere ogni movimento, seguire cieco le vibrazioni, cosa che mi rilassò molto. (Sintomo di guarigione F2)

  • In un libro leggo per caso qualcosa che mi commuove profondamente: “Per vedere non basta tenere gli occhi aperti, bisogna avere fiducia negli occhi e in ciò che vedono. Nulla ci rende più ciechi della ferma convinzione di ciò che già sappiamo, anche quando i nostri occhi ci dicono qualcosa di diverso. Ogni conoscenza a portata d’uomo è accoppiata a cecità selettiva”. (F2)

 

Commento: Un muro ci toglie la vista, soprattutto un muro cieco. Non si può vedere cosa c’è dall’altra parte. Il muro ci protegge da ciò che è dall’altra parte, ci protegge dal vedere ciò che sarebbe troppo doloroso da sopportare; non si sopravviverebbe. Un muro getta anche un’ombra su tutto ciò che sta dietro. Porta oscurità (notte, inconscio), impedisce che le cose (traumatiche) vengano alla luce (coscienza).

Berlin Wall ci dà la forza emotiva per sopportare e sopravvivere a questa visione, ci dà occhi per vedere.

 

Velocità – ripido

*Devo salire una strada molto ripida. Poco prima di essere in cima incontro una coppia con un cane. Appena il cane mi vede si slancia e mi salta addosso perché vuole giocare. Cado e quasi scivolo giù dalla collina. Devo tenere il cane lontano, ma allo stesso tempo gioco con lui e rido. Con la mano destra mi aggrappo a una pietra del selciato. L’uomo della coppia si diverte perché il cane solitamente non fa così e ci fotografa. Poi io e il cane ci rialziamo; vedo che i capelli dell’uomo diventano rossi (come i miei). (F1)

*Scendiamo su una specie di skateboard con ruote e un volante da una discesa molto ripida, quasi verticale verso il basso. Io sono alla guida e mia madre è seduta dietro e si aggrappa a me con forza. Devo scendere la discesa con molta cautela, concentrarmi e ci riesco. Penso che sia bene che io sia davanti, così ho almeno il controllo e mia madre non va nel panico. (Sintomo di guarigione F1)

*Tutto succede ad alta velocità. (F1)

*Sto pattinando su una distesa infinita di ghiaccio che si getta nel mare. Mi dico che è meglio fermarmi ora, altrimenti cadrò in acqua. Ci riesco. (F1)

*Cammino mano nella mano con mio marito attraverso un bosco (nella realtà abbiamo molti problemi). (Sintomo di guarigione ? Caso 6)

 *K. guida un’auto e io sono seduta accanto a lui. Sta guidando sulla corsia destra oltre un ponte e con la ruota anteriore destra urta il parapetto. L’auto sale da sola sul parapetto e precipita dall’altra parte. Non sento nulla, so però che sarà la nostra fine. L’auto e noi siamo completamente schiacciati, come da un rullo compressore. È successo tutto così in fretta (come se non fossi riuscita a svegliarmi in tempo prima dell’incidente). (F1)

*Voglio mangiare e vedo l’insegna di un ristorante. Prendo l’ascensore e scendo. Scende a incredibile velocità e devo tenermi a spessi cavi neri (come su una seggiovia). Devo fare attenzione a prendere in tempo il cavo successivo. Alla fine arrivo in una vasta pianura che si estende all’infinito davanti a me. Ho una brutta sensazione e chiedo a un americano molto grasso dall’altra parte dove porta. Dice che il percorso è ancora di migliaia di chilometri e che lo fanno apposta così perché si paga per ogni chilometro. Non volevo farlo, ma lui disse che non si può tornare indietro. Ti aiuto, non lasceranno che ti prendano. Nasconditi semplicemente dietro la mia schiena. Torniamo indietro e il cassiere ci guarda con sospetto, ma mi lascia passare.

 

Freddo (guerra); ghiaccio – sfiducia

*È inverno e fa molto freddo, ha nevicato. Sto andando dal mio amico R. (nella realtà è molto difficile da raggiungere). Non riesco a trovare la strada, passo da casa di mia madre e lei mi indica la via. Mi chiede di passar da lei al ritorno e mangiare una ciotola di zuppa calda perché fa freddo. Quando arrivo da R. andiamo a passeggiare sulle dune. Nel sogno ha qualcosa di minaccioso. Dico di essere stanca e mi sdraio. R. si sdraia accanto a me e mi tocca. Dico che voglio andarmene. Mettere la mano sul petto. Mi sento schiacciata e ho difficoltà a respirare. Voglio alzarmi ma sono paralizzata nella parte bassa della schiena o in qualche modo bloccata. Dico che voglio andare da mia madre perché la conosco così bene. La mano di R. non è affettuosa, è una mano di ferro, come di un robot, per questo sono così traumatizzata. (F3)

 

Perfezionismo “Deve esserci ordine”

  • Voglio riordinare e pulire tutta la casa. Il caos mi spaventa, tutto deve essere ordinato e molto preciso. È come un ordine che mi do da sola. (F3)

*Sono in aereo e mi lamento del bagno che trovo sporco; non volevo usarlo in quello stato. (F3)

 

Commento: Il perfezionismo può essere visto come qualcosa che porta struttura (muri) in modo (estremo) per tenere a bada la paura del caos.

 

Esclusivo/costoso/denaro/pesante/solido

*In una grande villa su una collina faccio da baby-sitter a dei bambini insieme a un’amica. Lei va a fare la spesa e io mi occupo dei bambini e della casa. Quando torna e risale la massiccia, pesante scala di pietra dietro la casa, tocca a me fare la spesa. Non bisogna mai dimenticare di chiudere la porta di casa con una vecchia chiave arrugginita. Percorro la strada e passo davanti a molti negozi con vestiti bellissimi. Voglio comprarmi qualcosa da 3000 fiorini, ma ho solo 250 fiorini con me. (F1)

 

Altri sintomi

  • Paura che l’energia sessuale aumenti troppo. (F2)

*La parola “SIMBOLO” si ripeteva. (F2)

  • Grande frustrazione quando qualcosa va storto. La frustrazione sembra una caratteristica di questo rimedio. Non so gestirla, ma sento anche che devo sopportare la mia frustrazione. Devo affrontarla e fare qualcosa a riguardo. (F2)
  • Un altro tema importante del rimedio Berlin Wall è il sentimento di “dover sempre vincere”. (F1)

Commento: Si potrebbe vedere “vincere” come l’altra faccia (= superare il muro) della frustrazione.

  • Piange per eventi accaduti nell’infanzia. Porte sbattute accompagnate da senso d’impotenza e rabbia (simile a Staphisagria). (F2)
  • Piagnucoloso, piange circa una lacrima all’ora, ma migliora comunque. (F2)
  • Desiderio di lavorare di notte (più calmo, più in contatto con me stesso). (F2)
  • Divento dura quando mi rendo conto che dall’altra persona (mio marito) non arriva alcuna emozione. Dopo tanto tempo di attesa, quando perdo la speranza, divento dura come il cemento, inflessibile. (F2)
  • Sento un profondo contatto con me stessa, ho paura di poter diventare dipendente dal rimedio. (Sintomo di guarigione F2)
  • Durante la sperimentazione sono stata fortemente attratta da abiti giallo chiaro. (F2)
  • Mi sono spesso sorpresa a sorridere (soprattutto nei primi giorni della sperimentazione). (F2)
  • Nel primo contatto con il rimedio sento che va sulla mia bronchite. Rimane lì un po’ e poi improvvisamente penetra profondamente in me. Tocca una ferita profonda. (F2)

 

Fisico

  • Minzione frequente; urgenza, deve sbrigarsi o urinerà. (F3)
  • Irritazione cutanea al mignolo destro, alla radice ungueale. (F3)
  • Sudorazione notturna. (F3)
  • Un muscolo che ticchetta al gomito sinistro, il mio braccio destro sobbalza nel sonno. (F1)
  • Dolore all’occhio sinistro, movimento <. (F1)
  • (Odore immaginario) di vaniglia. (M4)
  • Olfatto acuto. (F2)
  • Desiderio di salame al pepe.
  • Tosse notturna con espettorato verde. (F2)
  • Rigidità e dolori in tutto il corpo al risveglio mattutino. (F2)
  • Vertigini. (F2)
  • Dolori nella parte bassa della schiena che si irradiano all’addome e alle anche. Dolori simili a contrazioni, a ondate, brucianti; seduto <, sdraiato >, all’inizio del movimento <, movimento prolungato >. (F2)
  • Dolori brucianti, lancinanti sulla pelle, all’anca sinistra. (F2)
  • Senso di costrizione alla gola prima di addormentarsi. (F2)
  • La schiena sembra rotta, come se si fosse dormito su un materasso troppo morbido, al risveglio mattutino. (F2)
  • Crampi uterini notturni (come all’inizio del ciclo). (F2)
  • Mal di testa sopra l’occhio destro durante il ciclo mestruale, pressione alleviata dal riposo. (F2)
  • Mal di testa sopra e dietro l’occhio destro durante la corsa, (M7)
  • Mal di testa peggiora con il freddo, bagno caldo >. Devo sdraiarmi per il dolore e mi addormento. (F2)
  • Prurito terribile sulla parte anteriore del gomito. (M8)
  • Dolori in tessuto cicatriziale vecchio, toccare la pelle circostante <<. (F9)
  • Mestruazioni abbondanti (il sangue scorre lungo le gambe) e mal di testa, scatenati da BW 30, immediatamente alleviati da BW LM1. (F2)

 

Riepilogo del quadro del rimedio Berlin Wall

Nel prossimo articolo presenteremo sette casi clinici per chiarire in quali disturbi il rimedio può essere utile. Berlin Wall si è dimostrato valido come rimedio intercurrente (paragonabile a Nat. mur.) nei casi in cui esperienze traumatiche del passato (sepolte dietro muri) sono rimaste sepolte e il rimedio indicato non può o non basti a risolvere. Abbiamo osservato che due tipi di personalità differenti rispondono bene a Berlin Wall:

 

  1. Persone “chiuse”, riservate, imperscrutabili; a volte con filo spinato intorno (”non avvicinarti troppo”). Da distinguere da Natrium muriaticum, altri muriatici, Sepia, Aurum, Calcio e i rimedi del latte.
  2. Persone “senza confini”, che non riescono a delimitarsi. Tutto e tutti possono invaderle, sono indifese. Non hanno struttura, per questo sono confuse e in panico.

 

Le persone del gruppo 2 hanno eretto il loro muro interiormente come protezione contro esperienze traumatiche passate irrisolte che ribollono nell’inconscio e cercano di emergere alla coscienza. Molti di questi pazienti avevano precedentemente risposto bene a Thuja, Phos, Stram, ai rimedi del latte, Hydrogenium o agli allucinogeni (Anh, Cann-i). Dopo l’assunzione di Berlin Wall possono delimitarsi meglio e vedere “chiaramente” cosa è realmente accaduto (tema “occhi”). Il tipo 1 può essere considerato una sorta di meccanismo di compensazione o di sopravvivenza per il tipo 2. Quando mancano confini sani, è logico costruire un muro impenetrabile (niente entra e niente esce).

 

L’illusione più profonda di Berlin Wall è molto probabilmente l’incapacità di separarsi dall’altro (erigere un muro naturale). Una persona Berlin Wall lascia che gli altri entrino troppo rapidamente (assenza di confine) e poi si vede (e giudica) dalla prospettiva dell’altro. La rubrica appropriata nel repertorio è “Mente – Paura – notare; si penserebbe al proprio stato”. Interessante notare che in essa compaiono molte pietre: Calcarea, Lapis-c-b, Lapis-mar-c; Berlin Wall quindi si adatta molto bene (vedi caso clinico 1). La Germania è rappresentata in questa rubrica dall’elemento Germanio.

 

Discussione

Dopo che, durante un’escursione in barca, avevamo presentato i risultati della sperimentazione, l’atmosfera precedentemente armoniosa e comprensiva nel gruppo cambiò e divenne decisamente meno amichevole (un sintomo della sperimentazione di Berlin Wall?). Un membro del gruppo provò una forte avversione per il rimedio e avanzò l’argomento che si poteva benissimo sperimentare un pezzo di corda o un pezzo di muro di prigione. Una partecipante ammise di essersi molto arrabbiata quando seppe che a suo marito era stato somministrato Berlin Wall, perché non sarebbe stato un vero “rimedio”. D’altra parte altri partecipanti sostenevano che il rimedio fosse la manifestazione (creata dall’uomo) di una divisione/interruzione interiore (meccanismo di sopravvivenza) che molte donne nella società occidentale civilizzata sperimentano e che perciò il rimedio potrebbe essere potenzialmente molto profondo. La discussione divenne molto “emotiva” e io (membro di una delle “parti”) ebbi la sensazione di non essere ascoltato, come se parlassi contro un muro e non potessi più sentire nulla. Quando io stessa non sento più nulla, anche l’altra parte ha l’impressione di non essere ascoltata e di parlare contro un muro. Per fortuna più tardi quella sera riuscimmo a ballare via quei muri. Devo ammettere che anch’io inizialmente ero scettico riguardo al rimedio Berlin Wall. Il mio personale “Muro di Berlino” cadde quando credetti ai miei occhi e diedi fiducia al rimedio omeopatico “Berlin Wall”.

Kees Dam

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Fonte: http://www.interhomeopathy.org/berlin_wall   

Kees Dam