![]() |
Caso clinico (estratto): Questo è il notevole caso di un giovane uomo con una grave fobia sociale, trattata con buon esito con un rimedio finora relativamente poco noto. Si possono riconoscere i temi di Beryllium e Nitricum, così come il giovane stesso, che passa da un’esistenza timorosa, ritirata e solitaria a una vita gioiosa e felice. Si tratta di uno studente maschio di 21 anni che si presenta in cura per depressione, che descrive come fobia sociale. Era già stato diagnosticato come schizofrenico da uno psichiatra, cosa che gli ha causato grande risentimento. Vive più in un mondo virtuale che nel mondo delle persone vive, con le quali non riesce a comunicare. È magro, di media statura e soffre di grave acne al volto, trattata invano con antibiotici. “L’acne distrugge la mia autostima.” |
Il tema centrale di Beryllium nitricum può essere riassunto così: “Mi è difficile affrontare la mia vita, perciò non perdono a chi la disturba.” “Il mio principale problema è che non riesco a instaurare relazioni sociali. Mi vergogno di non avere una vita sociale; ho una fobia sociale. Sono disperato, chiuso in me stesso, riservato. La vita non mi dà gioia. Non ho fiducia e mi preoccupo continuamente di cosa pensino gli altri di me. Non divento adulto e non partecipo alla vita. Sono rinchiuso in casa, spezzato e insicuro, ed è per me un problema uscire di casa. In casa mi sento relativamente a mio agio, ma appena esco mi sento a disagio. Cerco di adattarmi al mio ambiente abituale, in cui ho sempre vissuto. Il problema si riflette anche nei miei sogni: ho fatto un incubo sulla mia famiglia in cui mi comportavo come un ragazzo autistico. Non riesco a svolgere le attività quotidiane. Compro il pane come se fosse la prima volta.” “Da bambino ero timido e a scuola introverso, ma al parco giochi ero estroverso. Avevo paura di molte cose: degli uccelli, del buio e della solitudine. Mia madre mi ha messo in una colonia per l’infanzia, era insopportabile. Non so quali capacità ho e mi sento impotente. Cerco di sentirmi bene per raggiungere qualcosa nella vita. Ma per la mia mancanza di scopo e la scarsa autostima non riesco a motivarmi per nulla.” “Vorrei vivere con persone aperte alla conversazione, ma la socievolezza per me è una tortura. Non racconto nulla della mia vita agli altri. Odio essere guardato o toccato, ma vedo tutto. Preferirei indossare occhiali scuri in classe, perché temo che la gente possa vedere che c’è qualcosa che non va in me quando mi guarda negli occhi. Sembra che mi analizzino o parlino di me. Non sopporto di guardare in faccia qualcuno che non mi conosce.” “Sono solo un granello di sabbia, ma qualcuno mi osserva sempre. Se ci si concentra sul proprio dolore, non si riesce a guardare i volti. Ho attacchi di panico e sensazioni d’ansia quando la gente mi osserva o mi interroga sulla mia vita. Dopotutto ognuno ha la propria storia e origini. Alcune persone sono favorite dal destino e altre ne restano malate. Mi vengono sfoghi cutanei quando faccio esercizio fisico o quando sono euforico, nervoso o ansioso. A volte mi sveglio a metà notte con palpitazioni e respiro affannoso, come se stessi annegando.” “Mio padre considera il mio comportamento assurdo e fa finta che io sia uno psicopatico che vuole fuggire dalla realtà. Mi dice: ‘Mettiti con i piedi per terra!’ Volevo impressionarlo, per esempio giocando a calcio, sport che gli piace guardare, ma lui non c’era quando ho segnato il mio primo goal. Non mi ha mai lodato, ha preferito picchiarmi. Mio fratello rovina la mia vita. Si intromette nella mia esistenza, rovina le mie amicizie e crea un’atmosfera infernale. Nessuno ha mai rispettato la mia privacy. Rimprovero mio padre per non avermi educato correttamente, e provo rabbia verso mio fratello per i suoi continui commenti cattivi. Sono triste perché mia madre è una vittima, non capisce come aiutarmi, mi soffoca.” “So che è sbagliato coltivare tanto odio dove dovrebbe invece prevalere il perdono. Ma non riesco a cancellare il ricordo del mio passato oscuro e doloroso. L’odio avvelena la mia anima. Provo un odio ingiustificabile verso i miei cari e altre persone a me vicine, soprattutto verso mio padre; non riesco a perdonarlo. Vorrei fare causa allo psichiatra che mi ha dato la diagnosi sbagliata. Quando qualcuno mi ferisce profondamente, faccio fatica a perdonarlo, a meno che non mi sia sconosciuto. Non capisco le battute, prendo tutto sul personale. Sono molto intollerante alle obiezioni, voglio imporre la mia volontà e travolgo gli altri con le mie richieste. A causa del mio squilibrio interiore sono molto egoista. Il passato mi sopraffà di nuovo e ancora. Devo smettere di comportarmi in modo così nevrotico o impazzirò.” “Mi vergogno di mostrare i miei sentimenti perché la gente potrebbe pensare che io sia omosessuale. Odio quando la gente confonde romanticismo e omosessualità. Mi piacciono i cani, gioco con loro quando non mi sento bene nella mia vita. Sono fedeli, non feriscono. Mi sento molto attratto dalle ragazze bionde e ho una forte libido, ma la mia ansia mi impedisce di stabilire contatti. Vivo nel cyberspazio, guardo video e foto e mi masturbo. Mi consolo con il caffè, accarezzo i miei capelli e massaggio la testa con le dita. Prima mettevo un asciugamano sui miei capelli per raffreddare la testa. Indosso sempre la maglietta al contrario, con l’interno verso l’esterno. Forse questo aiuta il mio corpo a entrare in un ritmo oscillante.” Furono somministrati diversi rimedi, iniziando con Hydrastis canadensis, poi Stramonium. A causa dell’atteggiamento vendicativo ho pensato a un nitricum: prima Calcium nitricum, poi Barium nitricum, Cobaltum nitricum e infine Beryllium nitricum C 200. È emerso chiaramente che alcuni sintomi appartenevano ai nitricum, come conosciamo da Acidum nitricum (acido nitrico) e Nitrogenium (azoto), e altri a Beryllium con la sua avversione per la vita. Sia Beryllium sia Nitrogenium appartengono alla seconda serie della tavola periodica, nella quale, secondo Jan Scholten, si trova la via verso il mondo fisico. Il berillio, elemento numero quattro, rappresenta una tappa infantile, in cui si sbircia fuori dal proprio ambiente sicuro e si impara ad adattarsi al mondo esterno. L’azoto, elemento numero sette, è un po’ più avanti e sta imparando come trovare - soprattutto a livello fisico - piacere e godimento, e può essere molto rancoroso quando ciò è in qualche modo ostacolato. Inizialmente esitai a somministrargli il berillio, poiché non c’erano prove farmacologiche né informazioni affidabili, tuttavia questo fu il rimedio che gli permise una grande svolta. “Mi sono svegliato con una sensazione di sollievo; anche la mia libido era migliorata. Alcuni risentimenti verso mio padre, che non mi ha educato correttamente, e verso mio fratello con i suoi commenti maligni rimangono, ma non sono più qualcosa che turbi seriamente il nostro rapporto. Mi sento meglio ogni giorno. Gradualmente ritorna la mia precedente autonomia. Sono meno ansioso e soprattutto al mattino, quando corro, ho molta energia. Ora esco di casa in uno stato d’animo positivo e rilassato. Le eruzioni cutanee pruriginose compaiono soltanto se pratico attività sportive o se sono esposto a forti emozioni come paura, rabbia, sorpresa o insoddisfazione.” |
|
Un mese dopo: |
|
Due mesi dopo, dopo un’ulteriore somministrazione di Beryllium nitricum C 200: |
|
Tre mesi dopo, dopo una somministrazione di Beryllium nitricum C 1000: |
|
Cinque mesi dopo: |
|
Sette mesi dopo: |
|
Otto mesi dopo: |
|
| ************************************************************************* | |
Il Dr. Carlos Lima Melo vive e lavora a Goiania, vicino a Brasilia. Insegnò nel 1974 all’Istituto Hahnemanniano brasiliano a Rio de Janeiro. |
|
| ************************************************************************* | |
| Categoria: Casi Parole chiave: fobia sociale, vendetta, ansia Rimedio: Beryllium nitricum |
|
