
Non c'è niente di più frustrante che ammalarsi ancora e ancora. Tra i problemi che vedo spesso nello mio studio ci sono infezioni ricorrenti attribuibili alle frequenti somministrazioni di antibiotici.
Molto probabilmente conoscete bene questo problema nella vostra esperienza personale o nel vostro ambiente: otiti medie che nei bambini ricompaiono così regolarmente ogni mese, come se si fosse impostata una sveglia; streptococchi che si annidano nelle tonsille e sono difficili da debellare; e sinusiti che si presentano almeno una volta l'anno.
Fa tutto semplicemente parte della vita? E perché ci sono persone particolarmente soggette a questo?
Spesso si scopre che gli antibiotici sono responsabili di questa miseria.
Forse non ci crederete, ma l'assunzione di antibiotici può rendervi più suscettibili alle infezioni. Il giornale The Guardian scrive ad esempio che “la probabilità di contrarre infezioni resistenti ai trattamenti è decisamente più alta nei bambini che assumono antibiotici”. Le autorità sanitarie avvertono ormai che “nei bambini trattati con un antibiotico il rischio di contrarre un'infezione resistente ai trattamenti nei mesi successivi è 12 volte più alto.”
E non dobbiamo preoccuparci solo delle infezioni batteriche – gli antibiotici aprono anche le porte alle infezioni fungine.
Qui voglio raccontare un caso che illustra cosa questo scenario può provocare soprattutto nei nostri bambini:
Il piccolo Joey aveva appena avuto la sua prima otite media. Il suo viso rosso vivo e il dolore evidente hanno gettato la madre nel panico. Pur desiderando evitare una cura con antibiotici, è comunque andata dal medico e si è fatta prescrivere un farmaco.
L'antibiotico ha funzionato meravigliosamente e l'infezione è presto scomparsa. Un mese dopo è arrivata la successiva otite media, questa volta un po' più forte della precedente. Seguì un altro trattamento antibiotico e subito dopo un'altra infezione.
Presto Joey divenne uno di quei bambini “semplicemente soggetti alle otiti”. Il medico prescrisse una lunga serie di antibiotici – uno più forte dell'altro – e alla fine consigliò ai genitori di far mettere a Joey dei tubicini timpanici!
Oggi la scienza ritiene che i primi tre anni di vita siano decisivi per un microbioma intestinale sano. Secondo uno studio pubblicato su Microbial Ecology in Health and Disease, questo è il periodo “in cui i batteri intestinali, che fungono da pilastro per la salute generale e per lo sviluppo neurologico in particolare, vengono stabiliti. Se il microbioma viene alterato in questo periodo, la salute e lo sviluppo dell'organismo ospite possono risultare compromessi in modo duraturo.” [1]
Ramnik Xavier, MD, PhD, responsabile di gastroenterologia al Massachusetts General Hospital, scrive: “Una motivazione chiave per la ricerca sul microbioma è l'importanza dei batteri intestinali nella prima infanzia. Lo sviluppo del microbioma in questo periodo sembra giocare un ruolo critico per la salute umana e una ridotta diversità del microbioma intestinale è stata associata a una serie di malattie allergiche e autoimmuni” [2].
Un'alterazione del microbioma intestinale può avere conseguenze a lungo termine.
Ciò significa anche che un'alterazione della flora intestinale dovuta agli antibiotici nei primi anni, quando il microbioma è ancora molto fragile, può avere conseguenze particolarmente gravi e durature.
Un'alterazione del microbioma provoca disturbi digestivi e, poiché la flora intestinale ha un'influenza diretta sul sistema immunitario, ne risente anche la difesa immunitaria!
Un sistema immunitario debole comporta infezioni ricorrenti, malattie autoimmuni e, in generale, un peggioramento dello stato di salute. Questo spesso porta a ulteriori somministrazioni di antibiotici e, prima che ci si renda conto, il bambino è intrappolato in questa spirale discendente.
E proprio questo è successo a Joey.
Molto probabilmente le numerose somministrazioni di antibiotici nei suoi primi due anni di vita hanno alterato la flora intestinale e hanno scatenato una serie di reazioni autoimmuni, come ad esempio un'allergia agli acari della polvere domestica e ai peli di gatto.
Non può più mangiare glutine senza manifestare orticaria e altre eruzioni cutanee. I latticini gli causano mal di pancia e soffre anche di stitichezza.
La domanda ora è: come si può affrontare questo male alla radice? La risposta è naturalmente: con l'omeopatia!
Per l'otite media di Joey sua madre avrebbe potuto somministrare Chamomilla C200, perché le orecchie si infiammavano sempre quando spuntava un dente nuovo e Joey era anche molto irritabile — e come. Il rimedio andava somministrato ogni sei ore ed è un'alternativa delicata ma efficace all'antibioticoterapia.
Altri buoni rimedi omeopatici per l'otite media sono Hepar sulph e Pulsatilla; in ogni caso dobbiamo orientarci sui sintomi chiave per poter scegliere il rimedio giusto.
La madre di Joey gli ha poi dato ogni due giorni Calcarea carbonica C200 per ridurre le sue allergie. Calc carb è un ottimo rimedio per rafforzare le difese immunitarie e aiuta anche durante il periodo della dentizione. Joey non poteva che beneficiarne.
Eventualmente sarebbe stato indicato anche Bovista C200. Anche questo rimedio si assume ogni due giorni e può aiutare in caso di intolleranze alimentari.
La madre di Joey è felice di aver potuto aiutare il suo piccolo figlio.
Si sente rafforzata perché non solo può trattare le infezioni stesse, ma anche promuovere la salute di Joey in generale.
Prendersi cura di un bambino malato può essere molto gravoso per una madre, perciò la madre di Joey ha preso subito anche Ignatia C200, dopo aver curato il figlio con Calc carb. Da allora i due non devono più andare dal pediatra…
Non c'è niente di più frustrante che ammalarsi ancora e ancora. Tra i problemi che vedo spesso nello mio studio ci sono infezioni ricorrenti attribuibili alle frequenti somministrazioni di antibiotici.
Molto probabilmente conoscete bene questo problema nella vostra esperienza personale o nel vostro ambiente: otiti medie che nei bambini ricompaiono così regolarmente ogni mese, come se si fosse impostata una
sveglia; streptococchi che si annidano nelle tonsille e sono difficili da domare; e sinusiti che si presentano almeno una volta l'anno.
Fa tutto semplicemente parte della vita? E perché ci sono persone particolarmente soggette a questo?
Spesso si scopre che gli antibiotici sono responsabili di questa miseria.
Forse non ci crederete, ma l'assunzione di antibiotici può rendervi più suscettibili alle infezioni. Il giornale ‘The Guardian’ scrive ad esempio che “la probabilità di contrarre infezioni resistenti ai trattamenti è decisamente più alta nei bambini che assumono antibiotici”. Le autorità sanitarie avvertono ormai che “nei bambini trattati con un antibiotico il rischio di contrarre un'infezione resistente ai trattamenti nei mesi successivi è 12 volte più alto.”
E non dobbiamo preoccuparci solo delle infezioni batteriche – gli antibiotici aprono anche le porte alle infezioni fungine.
Qui voglio raccontare un caso che illustra cosa questo scenario può provocare soprattutto nei nostri bambini:
Il piccolo Joey aveva appena avuto la sua prima otite media. Il suo viso rosso vivo e il dolore evidente hanno gettato la madre nel panico. Pur desiderando evitare una cura con antibiotici, è comunque andata dal medico e si è fatta prescrivere un farmaco.
L'antibiotico ha funzionato meravigliosamente e l'infezione è presto scomparsa. Un mese dopo è arrivata la successiva otite media, questa volta un po' più forte della precedente. Seguì un altro trattamento antibiotico e subito dopo un'altra infezione.
Presto Joey divenne uno di quei bambini “semplicemente soggetti alle otiti”. Il medico prescrisse una lunga serie di antibiotici – uno più forte dell'altro – e alla fine consigliò ai genitori di far mettere a Joey dei tubicini timpanici!
Oggi la scienza ritiene che i primi tre anni di vita siano decisivi per un microbioma intestinale sano. Secondo uno studio pubblicato su Microbial Ecology in Health and Disease, questo è il periodo “in cui i batteri intestinali, che fungono da pilastro per la salute generale e per lo sviluppo neurologico in particolare, vengono stabiliti. Se il microbioma viene alterato in questo periodo, la salute e lo sviluppo dell'organismo ospite possono risultare compromessi in modo duraturo.” [1]
Ramnik Xavier, MD, PhD, responsabile di gastroenterologia al Massachusetts General Hospital, scrive: “Una motivazione chiave per la ricerca sul microbioma è l'importanza dei batteri intestinali nella prima infanzia. Lo sviluppo del microbioma in questo periodo sembra giocare un ruolo critico per la salute umana e una ridotta diversità del microbioma intestinale è stata associata a una serie di malattie allergiche e autoimmuni” [2].
Un'alterazione del microbioma intestinale può avere conseguenze a lungo termine.
Ciò significa anche che un'alterazione della flora intestinale dovuta agli antibiotici nei primi anni, quando il microbioma è ancora molto fragile, può avere conseguenze particolarmente gravi e durature.
Un'alterazione del microbioma provoca disturbi digestivi e, poiché la flora intestinale ha un'influenza diretta sul sistema immunitario, ne risente anche la difesa immunitaria!
Un sistema immunitario debole comporta infezioni ricorrenti, malattie autoimmuni e, in generale, un peggioramento dello stato di salute. Questo spesso porta a ulteriori somministrazioni di antibiotici e, prima che ci si renda conto, il bambino è intrappolato in questa spirale discendente.
E proprio questo è successo a Joey.
Molto probabilmente le numerose somministrazioni di antibiotici nei suoi primi due anni di vita hanno alterato la flora intestinale e hanno scatenato una serie di reazioni autoimmuni, come ad esempio un'allergia agli acari della polvere domestica e ai peli di gatto.
Non può più mangiare glutine senza manifestare orticaria e altre eruzioni cutanee. I latticini gli causano mal di pancia e soffre anche di stitichezza.
La domanda ora è: come si può affrontare questo male alla radice? La risposta è naturalmente: con l'omeopatia!
Per l'otite media di Joey sua madre avrebbe potuto somministrare Chamomilla C200, perché le orecchie si infiammavano sempre quando spuntava un dente nuovo e Joey era anche molto irritabile — e come. Il rimedio andava somministrato ogni sei ore ed è un'alternativa delicata ma efficace all'antibioticoterapia.
Altri buoni rimedi omeopatici per l'otite media sono Hepar sulph e Pulsatilla; in ogni caso dobbiamo orientarci sui sintomi chiave per poter scegliere il rimedio giusto.
La madre di Joey gli ha poi dato ogni due giorni Calcarea carbonica C200 per ridurre le sue allergie. Calc carb è un ottimo rimedio per rafforzare le difese immunitarie e aiuta anche durante il periodo della dentizione. Joey non poteva che beneficiarne.
Eventualmente sarebbe stato indicato anche Bovista C200. Anche questo rimedio si assume ogni due giorni e può aiutare in caso di intolleranze alimentari.
La madre di Joey è felice di aver potuto aiutare il suo piccolo figlio.
Si sente rafforzata perché non solo può trattare le infezioni stesse, ma anche promuovere la salute di Joey in generale.
Prendersi cura di un bambino malato può essere molto gravoso per una madre, perciò la madre di Joey ha preso subito anche Ignatia C200, dopo aver curato il figlio con Calc carb. Da allora i due non devono più andare dal pediatra…
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