Levofloxacin C30 nelle lesioni tendinee
Effetti collaterali specifici come indicazione omeopatica – Parte 2
Qui trovi la Parte 1
Di Ulrich Welte
Gonfiori ricorrenti e lacerazioni dei tendini d’Achille e rotuleo in presenza di una precedente malattia autoimmune -
«Tendinopatia inserzionale avanzata con esostosi di Haglund»
Premessa: Una donna sportiva nella sua miglior età, capelli scuri, tonica, energica e determinata. In passato, per una malattia autoimmune della tiroide aveva ottenuto un buon risultato con Samarium muriaticum (i lantanidi sono indicati nelle malattie autoimmuni, e qui si trattava del lantanide allo stadio 8: frettolosa, impaziente, tesa; sa ciò che vuole e si irrita per ritardi inutili nel suo tempo limitato, soprattutto a causa di persone noiose e incompetenti; la frequente comparsa di herpes indicava muriaticum). [1] Dopo gli studi aveva conosciuto il mondo ed era stata anche impiegata come referente in un club per viaggi di piacere. Già da adolescente soffriva spesso di dolori in entrambi i tendini d’Achille, e mesi prima della somministrazione di Samarium l’inserzione del tendine d’Achille destro era risultata gonfia. Con Samarium muriaticum in potenze LM ascendenti riuscì allora a sospendere il bloccante tiroideo Thiamazol e in generale migliorò sensibilmente. Più tardi il rimedio, in combinazione con Rhus tox, la aiutò anche per l’ipertensione, quando organizzò un grande evento con diverse centinaia di partecipanti.
Anni dopo subì una rottura del tendine rotuleo destro, che fu trattata chirurgicamente. Fece anche un intervento al menisco allora, dopo che già 30 anni prima, a seguito di un incidente sportivo, era stato operato un legamento crociato e continuavano a persistere disturbi al ginocchio. Sei mesi dopo l’operazione al tendine rotuleo, anche il tendine d’Achille sinistro ricominciò a far male, all’inserzione sul calcagno, con gonfiore cronico. Diverse terapie non riuscirono a risolvere molto, i disturbi tendinei continuarono. Una risonanza magnetica mostrò che il 25% del tendine era già lacerato (in micro-lacerazioni che sommavano al 25% del tendine); diagnosi «tendinopatia inserzionale avanzata con esostosi di Haglund». Accettò quindi il trattamento chirurgico: l’emergenza ossea sporgente all’inserzione del tendine (esostosi di Haglund) fu asportata e il tendine d’Achille fu rifissato.
Trascorsero così 5 mesi, l’intervento era comunque andato bene, ma «niente migliorava», il ginocchio destro faceva male, il tendine d’Achille destro era doloroso a ogni passo. Da un anno nulla quadrava, benché nell’ambiente tutto fosse a posto e non si vedesse alcuna ragione per i disturbi.
Analisi e decorso: Poco prima (tardo autunno 2019) avevo letto un articolo sull’Arzneitelegramm che mi aveva rievocato gli effetti collaterali del Levofloxacin e pensai che questo rimedio potesse essere indicato nelle rotture tendinee e soprattutto nei disturbi all’inserzione tendinea; riflettei su chi potesse venirmi in mente in questo senso e pensai a lei. Un altro pensiero fu che il suo passato come animatrice si adattasse alla componente fluoro[2] dei fluorochinoloni (al gruppo di antibiotici cui appartiene la levofloxacina). Senza che le fosse stato chiesto, venne poi in studio con i disturbi sopra descritti, e così una cosa portò all’altra. Levofloxacin C30 aiutò. Lo consigliai una volta alla settimana, cosa che a lei non piacque affatto. Doveva succedere qualcosa subito. Ma comunque funzionò, anche se fu finalmente la fisioterapia a prendere effetto, dopo mesi in cui nulla aveva funzionato. Già dopo 2 mesi poté tornare a camminare per 3 ore di seguito, che finalmente. Aveva dimenticato il rimedio e non lo stava più prendendo. Un mese dopo però i disturbi ricomparvero. Nuova somministrazione di Levofloxacin C30, stavolta però inizialmente con il metodo del plussing[3] per una settimana, e poi assunzione quotidiana. Già dopo 2 giorni avvertì l’effetto, poiché sia il tendine rotuleo sia il tendine d’Achille erano meno dolorosi all’inserzione scendendo le scale: questo fu il test di robustezza, perché lì il dolore era sempre particolarmente intenso; fu un effetto iniziale chiaro che mostrava anche che il rimedio agisce specificamente sui punti di inserzione tendinea. Il caso è ancora recente, ma per l’evidente effetto iniziale e per l’effetto ripetuto dopo l’interruzione lo riportiamo qui come spunto. Probabilmente nel prosieguo sarà nuovamente necessario Samarium, ma allora verrà somministrato come Samarium fluoratum. Vedremo.
Il rimedio non è disponibile all’ingrosso (DHU), ma può essere reperito su Internet ad es. su Apodil.de e Remedia.at
[1] Vedi «Geheime Lanthanide» di Jan Scholten, Narayana Verlag 2006, pp. 217 e ss.
[2] All’immagine omeopatica del fluoro si rimanda a Parte 1 dell’articolo. Probabilmente il rapporto con le inserzioni tendinee è addirittura caratteristico del fluoro, perché solo i fluorochinoloni mostrano questo «effetto collaterale».
[3] Il metodo del plussing è stato introdotto da Ramakrishnan ed è utile non solo nei casi cronici, ma anche in quelli acuti, quando si vuole valutare rapidamente se il rimedio è giusto. Nel frattempo molti terapisti lo usano all’inizio di un trattamento. https://www.narayana-verlag.de/spektrum-homoeopathie/dr-a-u-ramakrishnan
Per la prima settimana diamo la seguente istruzione: Riempire una bottiglia di vetro vuota da 0,7 litri con 0,5 litri di acqua di rubinetto e sciogliervi i globuli (numero fornito). Bere la bottiglia distribuita nella giornata del 1° giorno, lasciando 1 cm di liquido sul fondo. Il 2° giorno riempire con 1/2 l di acqua fresca, agitare energicamente 20 volte e bere nuovamente quasi tutta la giornata. Il piccolo residuo il 3° giorno diluirlo nuovamente, agitare e stavolta svuotare completamente. Poi 4 giorni senza rimedio.
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