Ad agosto 2012 una mia amica di origine americano-haitiànna mi chiese di trattare suo figlio per la sua marcata timidezza. Si rinchiudeva spesso nella sua stanza e non aveva amici. Billy (il nome è stato cambiato), raccontò la madre, si rifiutava di parlare.
Prima del mio primo colloquio con Billy mi diede alcune informazioni di background. Al terzo mese di gravidanza con Billy fu coinvolta in un grave incidente d’auto. Crede che «mio suocero ce l’avesse con me; voleva liberarsene in modo che mio marito potesse sposare un’altra donna.» Durante la gravidanza aumentò pochissimo di peso e Billy nacque con taglio cesareo a causa di una placenta previa.
Da neonato Billy era costantemente affamato. Fu allattato per quasi un anno e mangiava tutto quello che gli veniva offerto. Svuotava sempre avidamente il suo biberon.
Si manifestarono seri disturbi dello sviluppo per quanto riguarda lo sviluppo della voce e del linguaggio. All’età di circa due anni Billy iniziò a «comportarsi», urlava e faceva attacchi di rabbia. Alla madre fu spiegato che Billy non era in grado di articolare i suoi bisogni e perciò doveva sfogare la sua frustrazione. A causa delle sue difficoltà di apprendimento a Billy fu predisposto un piano di supporto individuale.

Per Billy era difficile stabilire una relazione con gli altri bambini. Non sapeva come comunicare con loro. Perciò o lanciava oggetti contro di loro o cominciava a piangere. Oltre ai suoi problemi di linguaggio non riusciva a mangiare senza che il cibo risalisse dal naso.
Anche nell’addestramento al vasino si erano registrati ritardi evidenti nello sviluppo. Billy aveva smesso di bagnare il letto solo all’età di 11 anni; la madre pensa che abbia paura di toccarsi.
Russa mentre dorme. La madre aggiunse che ha paura di scarafaggi, formiche, api, farfalle, blatte e perfino delle moscerine più piccole.
Billy nacque con il frenulo linguale corto e aveva subito una frenotomia (sezionamento del frenulo linguale) 12 mesi prima del nostro primo appuntamento. Con gli insegnanti a scuola parla solo se è assolutamente necessario. Quando parla lo fa – così la madre – molto, molto piano: «Devo sempre chiedergli di ripetere tutto perché non capisco quello che dice.» Poi raccontò una storia: «Qualche settimana fa Billy e sua sorella hanno messo contemporaneamente l’apparecchio fisso. A casa mia sorella urlava per il dolore. Era così forte e gridava in modo insopportabile. Ma Billy non ha emesso un suono. Alla mia domanda se gli facesse male ha detto solo ‘no’ o ‘un po’’. Qualche giorno dopo mio marito è venuto a vedere Billy e abbiamo scoperto che le sue gengive e le guance erano piene di ulcere a causa dell’apparecchio. Il punto è che, se non avessimo controllato, Billy non ci avrebbe mai detto di avere dolore.»
Chiesi alla madre di Billy del suo rapporto con gli altri bambini. Mi disse che è molto popolare tra i compagni perché è «così tranquillo». «Billy mi racconta volentieri chi nella sua classe sta con chi… quale ragazzo piace a quale ragazza… Ma non mi dice mai chi gli piace… Mi piacerebbe che Billy sorridesse o imparasse a salutare gli altri, a scuola o in generale. Mi piacerebbe anche che potesse guardare negli occhi le persone mentre parlano, iniziare una conversazione con gli amici, parlare ad alta voce e con sicurezza e non avere paura di sembrare stupido davanti agli altri. Sarebbe bello anche se potesse sedersi dritto a tavola a scuola – sembra sempre che vorrebbe nascondersi sotto il tavolo.»
Billy vorrebbe partecipare a una gara di eloquio della sua scuola, ma non riesce nemmeno a parlare correttamente. «Ho dovuto ritirarlo dalla gara.»
La madre continuò: «Billy è nel coro della scuola da due anni, ma non ha mai aperto la bocca né alle prove né alle esibizioni. È così grave che perfino altri genitori si avvicinano a me per chiedere se c’è qualcosa che non va in Billy o se non si trova bene nel coro. Eppure era espressamente il desiderio di Billy cantare nel coro. Se lo minaccio di toglierlo dal coro si rattrista e comincia subito a piangere.»
Billy ha un forte desiderio di caffè, ma non gradisce pomodori e cibi sott’aceto. Ha molta sete.
La conversazione con Billy avvenne via Skype, il che, naturalmente, nelle circostanze date era tutt’altro che ideale. La mia strategia fu di condurre il meno possibile e osservare semplicemente cosa avrebbe fatto Billy di suo.
Prima anamnesi il 09 agosto 2012
Billy racconta: «Mi piace scrivere storie mie. A volte mi piacciono anche i videogiochi e disegno. Amo i miei cani. Talvolta, quando ho tempo, mi incontro volentieri con i miei amici. Suono il pianoforte. Cammino. Ho giocato nella squadra di basket della mia scuola, perciò in qualche modo mi piace anche il basket. So anche giocare bene a calcio. Mi piace l’arte e mi piace giocare al computer. Mi piacciono Hunger Games. C’è anche questa serie televisiva NCIS (sull’unità di polizia militare della Marina). Chiamo volentieri i miei amici, scrivo loro. Mi piacciono molto i film di Harry Potter. Con mia sorella gioco volentieri ai videogiochi. Vorrei fare il regista, vorrei scrivere storie e sceneggiature. A volte mi piace andare in bicicletta. E mi piacciono le moto. Guardo volentieri la TV e vado nella scuola … (una scuola privata). Mi piace questa scuola. È figa lì. Ho molti amici. Mi piace giocare a dodgeball con i miei amici e a paintball. Leggo volentieri libri e fumetti. Mi piace andare via con la mia famiglia. Mi piacciono le commedie, Playstation 3.»
Doug Brown (DB): C’è qualcosa che non ti piace?
Billy (B): Quando la gente litiga, o gli amici litigano. Quando i cani scavano una buca e scappano, per me è terribile. Ma li ritroviamo sempre. Quando mia sorella maggiore guida l’auto. Spero sempre che guidi con prudenza, mi preoccupo per lei.
Quando sono stato operato è stato spiacevole. Non avevo tanta paura, solo un po’. Poteva andare qualcosa storto. Ma non è successo niente.
DB: Cosa ti piace di più di «Hunger Games»?
B: Sopravvive solo uno. Mi piace l’azione. Tiene incollati gli spettatori. Mi piace nuotare con i lamantini. Una volta sono quasi impazzito perché la piscina sembrava profondissima. Potevo annegare. Quando il cane si è fatto male mi sono preoccupato. Cosa sarebbe potuto succedere?
Sogno i miei amici. Di me in uno show televisivo. Sogno di poter fare tutto. Sogno il mio migliore amico. Forse non tornerà più, non lo so. Allora sarei triste, ma è stata comunque la sua scelta. Non gli sarò arrabbiato. Un po’ triste sì. Non è il mio unico migliore amico.
Se sei gentile con loro, loro sono gentili con te. Sono divertenti.
Quando gli amici litigano dico loro di mettersi d’accordo. Un po’ mi spaventa. Cosa potrebbe succedere dopo?
DB: Parlami della tua famiglia. Cosa fate?
B: È peggio quando litigano le mie sorelle. A volte litigo anch’io, ma non sempre. Vorrei poter litigare a parole…
DB: Cosa è per te la cosa peggiore?
B: Quando parlo ad alta voce la gente dice «shh». Alcuni miei amici creano molti guai. Si comportano male. Se devono fare il recupero forse vengono espulsi dalla scuola. Potrei perdere un amico.
Comprensione del caso
Billy raccontò più di quanto mi aspettassi. Tra i suoi racconti fece spesso lunghe pause, ma grazie ad un ascolto paziente e atteso ricominciava a parlare. I suoi resoconti spontanei erano spesso sconnessi, il che faceva apparire il suo comportamento un po’ casuale.
Dopo l’anamnesi prescrissi a Billy Magnesium iodatum 1M per il peggioramento dovuto ai litigi, per il suo isolamento e il suo grande appetito. Iodum come alogeno della quinta serie (serie dell’argento) avrebbe coperto i suoi problemi di linguaggio. Col senno di poi posso dire che questo rimedio non copriva molti aspetti del caso e che anche la mia scelta del sintomo «aggravamento con i litigi» come rubrica centrale è discutibile.
16 ottobre 2012
Billy racconta: Mia sorella è stata in un incidente d’auto. Dovevo controllare che stesse bene. All’inizio ero curioso se fosse ferita. Un tizio l’ha raggirata e voleva i suoi soldi.
Lunedì prossimo avremo le pagelle. In matematica all’inizio avevo voti migliori, poi peggiori. Prenderò una «C». La scuola diventerà più difficile. Se non vado bene in sesta, allora la settima sarà ancora più dura.
Sono frustrato. Imparo come gestirlo. Sono curioso per il secondo semestre. Mi piace a volte suonare il pianoforte. Ho una lezione di pianoforte ogni mercoledì. C’è questo poliziotto che si chiama (nome non comprensibile). Venerdì andiamo al matrimonio di mia zia. Un giorno sarò regista o entrerò in aeronautica.
Mi piace il libro «Maximum Ride». Sette bambini-angelo che vanno all’avventura. La serie era abbastanza buona. Mi piacciono anche gli «Avengers». Ogni supereroe ha il suo film. È ben fatto. Far recitare tutti gli attori nei loro ruoli.
DB: Parlami dell’aeronautica?
B: Gli aerei volano, i caccia volano. Trasportano persone avanti e indietro. Servono gli USA. Sto leggendo «Confessions of a Murder Suspect». Qualcuno viene accusato pur non avendo commesso il crimine.
DB: Parlami di situazioni che non ti piacciono per niente.
B: Quando ci ridanno una verifica. E le pagelle. Quando facciamo uscire i cani. A volte scavano buche.
DB: Cosa ti dà fastidio delle buche?
B: A volte poi entrano serpenti o rane nel cortile.
DB: Parlami delle rane.
B: Le rane sono sgradevoli. (Per la prima volta Billy diventa vivace). Possono saltare dappertutto. Mi mettono in difficoltà! Sono disgustose. Mia madre una volta ha sparso qualcosa in modo che le rane morissero tutte.
DB: Disgustose?
B: Trasmettono malattie. Devi lavarti le mani.
DB: Le rane hanno anche qualcosa di buono?
B: Mangiano gli insetti.
DB: Puoi raccontarmi uno dei tuoi sogni?
B: Un cane riusciva a parlare. Era divertente. Una torre è crollata. Ero sopra. Ho dovuto saltare giù o scendere giù il più velocemente possibile. Sono riuscito a salvarmi, altrimenti sarei stato schiacciato.
DB: Qual è l’animale più disgustoso del mondo?
B: Una lucertola. Striscia e si contorce. Se le tagli la coda si muove ancora. Le lucertole possono ricrescere la coda. Nessuno è abituato al fatto che gli arti amputati si muovano ancora.
DB: Cosa è più disgustoso? Una lucertola o una rana?
B: Le rane sono più disgustose. Le lucertole sono in un certo senso fighe.
Comprensione del caso
In questa conversazione la natura scattante e casuale del suo linguaggio era ancora più evidente. Nelle prime frasi, quando parlò dell’incidente d’auto di sua sorella, emerse una dinamica vittima-aggressore: «Un tizio l’ha raggirata e voleva i suoi soldi.» Ricordiamo la storia della madre che aveva avuto un incidente d’auto durante la gravidanza. È significativo che lei supponga che l’incidente fosse stato istigato da suo suocero perché voleva liberarsi di lei.
Considerando che il problema principale di Billy è la sua scarsa capacità di parlare, il lettore potrebbe chiedersi perché non mi sono concentrato su un rimedio della quinta serie della tavola periodica, la serie dell’argento. L’improvvisa loquacità di Billy durante la nostra conversazione rese chiaro che il problema reale non erano le sue carenze di parola e linguaggio, ma i suoi sentimenti rispetto al parlare in diversi contesti sociali. Come aveva già formulato alla fine della nostra prima anamnesi: «Quando parlo ad alta voce la gente dice ‘shh’.» «Alcuni dei miei amici creano molti guai. Si comportano male. Se non fanno il recupero forse vengono espulsi. Potrei perdere un amico.»
La forte paura di Billy e la sua reazione alle rane furono il sintomo saliente, singolare e strano. Pensai al comportamento naturale delle rane: ci sono maschi dominanti (molto espressivi) e allo stesso tempo maschi più passivi che invadono il territorio di un altro maschio, si siedono accanto al maschio dominante e aspettano che questo abbandoni il posto.
Poi considerai più da vicino le particolarità del linguaggio di Billy. Salta in modo disordinato, proprio come fanno le rane come parte della loro strategia di sopravvivenza. Mi venne anche in mente la descrizione della madre (si isola) e molte delle cose che raccontava semplicemente non corrispondevano alla verità. Qui abbiamo quindi una forma di inganno, una caratteristica tipica dei rettili e probabilmente anche degli anfibi. Questo divenne molto chiaro quando gli chiesi quale animale fosse più disgustoso – lucertola o rana. Voleva quasi riflessivamente dire lucertola, ma poi scelse rana. Anch’io interpreto il suo sogno del cane parlante come un indizio sul regno animale e sul tema del linguaggio e se sia giusto o addirittura possibile parlare.

Prescrizione: Poiché non riuscivo a trovare una farmacia che producesse omeopaticamente il rana toro nordamericano, chiesi a sua madre di scrivere su un pezzo di carta il termine Rana catesbeiana 1M e di mettere un bicchiere d’acqua sopra il foglio. Il bicchiere doveva rimanere almeno un’ora in modo che il contatto con la parola scritta potesse agire. Successivamente doveva dare a Billy un cucchiaio da tavola di quell’acqua.
Follow up
Due settimane dopo: Billy sembra più felice. Ha raccontato spontaneamente e non era più così discontinuo. Mi ha parlato di alcuni sogni felici che aveva fatto. La madre riferì che era diventato più giocoso e che riusciva anche a fare battute. La cosa più importante è che non si isola più così tanto. Con sorpresa della famiglia ha persino ballato a un matrimonio. La madre la descrive come una svolta di 180°.
Sei settimane dopo, 11 dicembre 2012: Ci incontriamo di nuovo via Skype. Anche stavolta Billy sembra molto soddisfatto. Quando gli chiesi cosa l’avesse maggiormente gravato dall’ultimo nostro colloquio, raccontò di una presentazione che aveva dovuto fare in classe: «Ero nervoso, ma ho avuto il coraggio. L’ho fatto bene. Sono stato sollevato!»
«Ti definiresti ancora timido?» gli chiesi.
«L’ho lasciato abbastanza alle spalle», rispose Billy.
Parlai ancora con la madre. Mi confermò che Billy aveva fatto grandi progressi. A volte è ancora capriccioso, ma poi passa. «Si è molto aperto rispetto a prima. È diventato più socievole, più estroverso e parla di più.» In una e-mail scrive: «Ultimamente sono molto felice dei progressi di Billy. È come se avesse lasciato l’ombra alle spalle. Ora ride liberamente. Fa battute con le sue sorelle e a volte le prende anche in giro, ma in modo carino. Al momento ridiamo sempre quando Billy dice qualcosa di divertente, perché non siamo abituati che dica qualcosa! Insieme alle sue sorelle oggi ha cantato pop per tutto il pomeriggio nella sua stanza, ha telefonato agli amici e aspetta con gioia il Natale e il suo compleanno. Sono molto ottimista circa i suoi progressi.»
12 febbraio 2013: «Parlo molto e mi sento bene. Inoltre ora esco con le ragazze. Ho fatto due sogni. Nel primo sogno ero in un’auto su un ponte. C’era molto traffico. Non avevo controllo su me stesso e su quello che faccio. Era tutto molto confuso. Nel secondo sogno ero con la mia classe in campeggio vicino a un aeroporto. Sono entrato in un edificio per prendere la mia borsa. Era lo stesso posto dell’altro sogno. Ma stavolta avevo tutto sotto controllo. Ero molto calmo.»
DB: E le rane come stanno?
B: Non le vedo più così spesso. Non mi fanno più paura.
16 febbraio 2015: Più di due anni dopo il trattamento invio una breve e-mail alla madre di Billy per chiedere come sta. Lei scrive: «A Billy va STRAORDINARIAMENTE bene. Grazie mille per il tuo supporto; gli hai molto aiutato.»
Riflessioni su Rana catesbeiana
A quanto ne so, il rimedio fu prescritto da me prima che fossero effettuate triturazioni o prove su di esso. È interessante confrontare questo caso con i risultati della triturazione condotta da Roland Günther. Il tema della sessualità – un tema importante nella triturazione – era presente anche in questo ragazzo, ma piuttosto nascosto. L’età del paziente – aveva solo 12 anni – va naturalmente considerata. Tuttavia la madre menzionò spontaneamente che, nonostante la sua riservatezza, Billy ama raccontare i flirt nella sua classe. Dopo la somministrazione del rimedio egli raccontò poi liberamente di incontrare ragazze.
Roland Günther descrive una mancanza di pudore, un’intolleranza emotiva e un desiderio di invadere gli altri senza mostrare empatia. Questo aspetto non era evidente nel nostro caso, ma il piacere di Billy per storie di omicidi, attacchi e la sua quasi clinica curiosità riguardo all’incidente d’auto di sua sorella fanno sospettare questi tratti caratteriali. Il termine «curioso» fu usato più volte da lui. In questo contesto è interessante notare che le rane, nelle materie scientifiche (già nelle classi più giovani), vengono spesso usate come oggetto di ricerca e dissezione. In quel contesto la rana viene immobilizzata e infine uccisa introducendo un ago nel tronco encefalico.
In un ulteriore scambio epistolare con Roland emersero altre affinità tra la sua triturazione e le mie osservazioni di caso: il tema di lucertole e serpenti, insieme a movimenti saltellanti e balzanti.
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Foto
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Wikimedia Commons: Lithobates catesbeianus; Buchanan Bill; Public domain
Categoria: Casi
Parole chiave: timidezza eccessiva; isolamento; disturbi del linguaggio, disturbi dello sviluppo; paura di rane e insetti; rana toro
Rimedio: Rana catesbeiana
Articolo originale: Interhomeopathy.org