Spesso i miei clienti mi dicono che devono prendere dei farmaci e che devono combattere con effetti collaterali indesiderati. A volte si tratta solo di disturbi lievi e temporanei, talvolta però anche di alterazioni gravi che durano più a lungo del previsto.
Un esempio è il trattamento locale con pomate al cortisone, solitamente prescritte per disturbi infiammatori della pelle, ad es. eczemi. Molti pazienti soffrono dopo la terapia per anni di tormentosi «sintomi di astinenza». Tornerò più tardi su questo argomento*.
O pensi alle donne che usano contraccettivi ormonali e che, dopo aver sospeso la pillola, sviluppano un'endometriosi. Per tutta la vita.
Anche la terapia antibiotica ha spesso conseguenze per stomaco e intestino; non pochi pazienti sviluppano in seguito intolleranze alimentari verso il grano, i latticini e molti altri alimenti.
Gli effetti collaterali dei farmaci vengono spesso sminuiti o addirittura non riconosciuti. Non si vuole ammettere che la medicina prescritta per curare abbia causato nuovi sintomi.

Ed è qui che entrate in gioco. Proprio in questo punto potete aiutarvi da soli. Dobbiamo prendere le cose nelle nostre mani e agire.
E anche l'omeopatia gioca qui un ruolo importante. Non solo perché l'omeopatia va alla radice del problema, ci guarisce veramente e dovrebbe essere prescritta di routine, ma perché l'omeopatia può regolare molte cose. Ciò include la malattia originaria così come le conseguenze di un trattamento farmacologico non riuscito.
Scusatemi, mi rendo conto di essermi allontanato dall'argomento. Lasciate che torni al mio vero tema: l'antidotazione.
Considerando che ogni malattia, ogni persona e ogni reazione a un farmaco sono molto individuali, è difficile immaginare che una tale reazione possa essere fermata con la somministrazione di un rimedio omeopatico. Fino a un certo punto, però, questo è molto spesso possibile.
Prendiamo ad esempio il rimedio omeopatico Sulphur C30 o C200.
Quando il dott. Samuel Hahnemann, il fondatore dell'omeopatia, curava i suoi pazienti nella Germania della fine del XVIII secolo, di solito prescriveva per primo una dose di Sulphur potenziato omeopaticamente.
Sapeva che le persone che si rivolgevano a lui prendevano in genere molti, molti farmaci. All'epoca come oggi i medici prescrivevano cure che non sempre erano a beneficio dei pazienti. Ai tempi di Hahnemann si somministrava la morfina per il mal di testa, ai bambini si dava la cocaina per i fastidi della dentizione, il laudano e il mercurio erano anch'essi ai primi posti nella lista.
Per non parlare del salasso, per il quale però non mi risulta alcun antidoto.
A questo proposito vorrei menzionare che anche i rimedi omeopatici possono essere abusati.
La maggior parte delle persone sa che un rimedio omeopatico, se assunto in modo errato e in dosi grandi e ripetute, può provocare esattamente i sintomi che in teoria dovrebbe curare. I dilettanti inesperti possono certamente raggiungere i loro limiti.
La soluzione?
A volte basta inalare l'olio essenziale di menta, di canfora o di un'altra pianta altamente essenziale. Ho visto casi in cui l'effetto antidotante si manifestava entro pochi minuti. Talvolta, però, servono alcuni giorni e applicazioni ripetute (cioè inalazioni).
Uno dei migliori antidoti omeopatici è Camphora C200. Io utilizzo questo rimedio seguendo le raccomandazioni dei protocolli Banerji. Ciò significa che, all'inizio di ogni trattamento, viene somministrata una singola dose del rimedio.
Si ritiene che gli effetti dei farmaci con cui il paziente è stato trattato in precedenza debbano prima essere eliminati, prima che il nuovo rimedio omeopatico ben scelto possa esercitare la sua azione.
In questo senso il trattamento di un paziente con eczema cronico potrebbe essere il seguente:
Giorno 1: Camphora C200, somministrazione unica. Successivamente il rimedio non viene più prescritto; serve soltanto a fare pulizia.
Giorno 2: Antimonium-c. C6, da assumere due volte al giorno per 6-8 settimane. Successivamente si analizza la reazione del paziente. (Questo approccio si è dimostrato particolarmente efficace negli eczemi con forte prurito).
Giorno 2: Bovista C200, da assumere ogni due giorni per 6-8 settimane. Successivamente si analizza la reazione del paziente. (Questo approccio è adatto alle allergie in generale).
*Volete saperne di più sulle reazioni di astinenza nei trattamenti con cortisone? Su www.itsan.org potete informarvi in modo approfondito. Il sito è stato messo online da un dermatologo che desidera informare sulle possibili conseguenze delle pomate e delle creme contenenti cortisone.
Trovo il sito molto utile, anche se non concordo su ogni punto con i metodi lì indicati.
Io stessa sono stata trattata con pomate al cortisone già all'età di 6 settimane, per molti anni (fino ai 13 anni): i miei genitori spalmavano le zone irritate della mia pelle, sempre con molta cautela e parsimonia. La pomata «funzionava», la mia pelle non prudava più e anche le sgradevoli macchie rosse scomparivano con ogni applicazione, seppur solo temporaneamente.
La pomata «aiutava», ma ogni volta il danno in realtà aumentava e alla fine mi ci sono voluti molti anni per essere davvero guarita.
Devo dire che gli omeopati lo sanno da più di due secoli e proprio per questo mi impegno continuamente a proporvi alternative naturali ai farmaci sintetici della medicina convenzionale.
Perdonatemi se mi dilungo su questo argomento, ma l'omeopatia ha davvero molto da offrire. Più di quanto possiate immaginare.
Mi piacerebbe potervi assicurare che una somministrazione di Sulphur C30 o Camphora C200 eliminerebbe tutti i mali dermatologici del mondo, ma non è così semplice, soprattutto se il danno esistente è grave.
I metodi di trattamento descritti devono essere intesi come esempi, non come ricette garantite per il successo. Se desiderate approfondire, vi consiglio il mio corso online sul trattamento omeopatico delle malattie della pelle.
Fate del bene alla vostra pelle! Le informazioni gratuite che vi fornisco ogni settimana qui potete tranquillamente condividerle. Con amici, conoscenti, animali domestici, famiglia e con tutti coloro che ne hanno urgente bisogno.
Guariamo insieme le malattie di questo mondo. Passo dopo passo e sempre con il rimedio omeopatico adatto.
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Esclusione di responsabilità
Joette Calabrese non è un medico abilitato e non prescrive farmaci nel senso classico della medicina convenzionale. Joette fornisce consulenze su temi di salute e omeopatia; il cliente assume la responsabilità delle proprie decisioni. L'omeopatia non tratta le «malattie», ma adotta una visione olistica che serve alla consulenza e all'informazione dei clienti. Per una diagnosi e un trattamento di medicina convenzionale dovrebbe essere consultato anche un medico che lavora in modo olistico.
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