Passa al contenuto principale Salta alla ricerca Passa alla navigazione principale
Non esitate a contattarci tramite la nostra hotline per gli ordini: +49 (0) 7626 9749700 / Scriveteci: +49 160 652 2038 (lun-ven 8:00-20:00, sab 8:00-12:00)

Quando nella vita bisogna lasciarci le penne, Ignatia aiuta

Notizia

calabrese_federn_lassen.jpg

Penny e i capelli – tutto solo un innocente divertimento?

I genitori di Penny all’inizio pensavano che fosse una semplice bizzarria della loro figlia: attorcigliare i ricci e tirarsi i capelli come una stranezza un po’ eccentrica, ma affabile, di una ragazzina di 12 anni.

Tuttavia non passò molto tempo prima che il divertimento terminasse e la bizzarria innocua si trasformasse in un comportamento compulsivo che divenne un peso per tutta la famiglia.

I problemi cominciarono sul serio quando Penny non si limitò più ad attorcigliare i capelli, ma iniziò a masticarli con distrazione e a strappare ciocche intere. I genitori notarono che questa abitudine peggiorava particolarmente durante i compiti di matematica, una materia che a Penny non piaceva molto. Presto il quaderno di matematica fu letteralmente coperto di capelli.

Per un periodo i genitori riuscirono a convincere Penny a sfogare la sua nervosità su un anello che poteva scegliere da sola e girarsi sul dito quando era stressata. Per un po’ funzionò abbastanza bene, ma l’irrequietezza rimase e preoccupava sempre di più la madre di Penny.coverBurnout_200.jpg

 

Il dieci­enne Patrick non riesce a starsene calmo

Per Patrick era la pelle: non riusciva a trattenersi e continuava a tirare e grattare anche la minima escoriazione. Le sue dita apparivano malmesse, le cuticole strappate e infiammate, e le labbra già screpolate ulteriormente danneggiate dal tirare e dal mordicchiare. Le labbra di Patrick erano costantemente infiammate perché le fessure non riuscivano mai a rimarginarsi del tutto.

I suoi genitori avevano quasi provato tutto; Patrick aveva persino indossato guanti, ma mai per molto tempo, perché la compulsione era semplicemente troppo forte. Spiegazioni non servivano, rimproveri neppure, e gli ammonimenti inducevano nel ragazzo un senso di colpa così grande che diventava ancora più nervoso.

Purtroppo la situazione peggiorò a tal punto che i genitori provarono anche con gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI). A causa degli effetti collaterali catastrofici questo esperimento fallì e il farmaco dovette essere sospeso sotto controllo medico. I genitori di Patrick cercarono una soluzione più delicata.

Dietro la tricotillomania (lo strappare compulsivo dei capelli) e l’impulso a tirare continuamente la pelle possono nascondersi disturbi del controllo degli impulsi o una nevrosi ossessiva. Entrambe le condizioni sono strettamente correlate ai disturbi d’ansia.

Questi due casi mi ricordano un’altra paziente, Poppie, che ho curato molti anni fa. Poppie però non era un’adolescente prepuberale, ma una pappagallina…

 

Venti­tre anni fa mi fu portato in studio un pappagallo esotico.

Durante l’anamnesi di 45 minuti Poppie rimase cortesemente sul braccio del proprietario e ascoltò attentamente. Il suo proprietario non solo mi riferì i problemi di Poppie, ma ripeteva continuamente alla pappagallina che era un uccello estremamente bello. Che si trattasse di — per esprimermi con cautela — una piccola menzogna, lo anticiperei subito. Poppie non era un bellissimo uccello del paradiso, ma assomigliava piuttosto a un pollo spennato: circa un terzo del piumaggio mancava, il piccolo corpo era ricoperto di chiazze calve. Le poche piume rimaste a Poppie apparivano strappate e sfilacciate.

Poppie dava l’impressione di esser caduta in un frullatore.

Il proprietario raccontò che il pappagallo si strappava le piume da oltre un anno; era iniziato dopo che la famiglia si era trasferita in una nuova casa.

Supposi che lo stress emotivo del trasloco fosse il fattore scatenante dei disturbi e prescrissi Ignatia C200, una dose ogni tre giorni. Al nostro incontro successivo, due mesi dopo, il piumaggio di Poppie era già un po’ più folto. Non particolarmente “bello”, ma almeno un po’ meglio vestita.

Due mesi dopo tornò ancora da me e, guarda un po’, Poppie si era trasformata in un uccello davvero grazioso.

Ignatia fu sospesa dopo tre mesi e la guarigione fu completa.

Circa otto mesi più tardi Poppie ricominciò a strapparsi le piume e il proprietario somministrò immediatamente Ignatia. Il pappagallo migliorò subito e non seppi più nulla della famiglia, quindi presumo che la piccola stia bene.

Ignatia sarebbe anche la mia prima scelta per Penny e Patrick. Per entrambi raccomanderei Ignatia C200, due volte al giorno, e un controllo dopo otto settimane. Conosciamo Ignatia come rimedio per il lutto e il dolore, ma nella mia esperienza ha uno spettro d’azione molto ampio e può essere usata per vari disturbi emotivi e sintomi fisici, compreso lo strappare i capelli e il tirare la pelle. Anche ansie diffuse rispondono bene a questo rimedio.

Ma la natura è generosa e nella omeopatia disponiamo di molti rimedi. In entrambi i casi qui Ignatia è in prima linea nel mio schema, ma anche Stramonium e Tarantula hispanica possono essere presi in considerazione. Stramonium è indicato in caso di disturbi del sonno, ansia, paura del buio, esplosioni di rabbia e comportamento violento o aggressivo, ecc. Tarantula è un altro eccellente rimedio per l’irrequietezza e lo strappare i capelli, specialmente quando il paziente lamenta dolori pizzicanti (come da piccole aghi) o una sensazione di formicolio sulla pelle, come se insetti ci stessero strisciando sopra.

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Copyright:

https://joettecalabrese.com/blog/birds-of-a-feather-need-ignatia-together

Joette Calabrese