Diagnosi di borreliosi
In Germania ogni anno si stima che tra 50.000 e 100.000 persone si ammalino dell’infezione da spirochete nota anche come malattia di Lyme, che quindi figura tra le più comuni infezioni batteriche. Anche se la terapia antibiotica standard ha successo in circa l’80% dei casi, restano comunque ogni anno 10.000–20.000 fallimenti terapeutici. Proprio in questi casi e specialmente negli stadi avanzati della malattia l’omeopatia offre un’importante opzione terapeutica aggiuntiva. Sebbene i rimedi debbano essere scelti in base a sintomi individuali e caratteristici, esistono alcuni rimedi tipici e determinate famiglie di sostanze che vengono prese in considerazione più frequentemente. Numerosi casi clinici in questo numero mostreranno come poter trattare omeopaticamente i diversi stadi della borreliosi.
Dall’editoriale della direzione
Con il tema della malattia di Lyme dedichiamo questo numero di SPEKTRUM meno a una specifica entità patologica che a una zona grigia della diagnostica medica. Da una parte c’è un’ampia varietà di manifestazioni di un’infezione da borrelie, dall’altra una sierologia spesso sopravvalutata con scarso valore diagnostico. L’esempio classico è il paziente con dolori articolari diffusi, stanchezza cronica e anticorpi IgG contro le borrelie.
«Prima della terapia gli dei posero la diagnosi». Questo postulato classico della medicina convenzionale non vale per noi omeopati. Per la scelta del rimedio la diagnosi clinica ha un ruolo secondario. La diagnosi molto più decisiva per la terapia è invece il rimedio omeopatico in grado di guarire la malattia. Come ciò avvenga viene mostrato dai nostri autori con la sindrome fatta di artralgia, esaurimento e sierologia positiva per borrelie. Sette contributi trattano casi di questo tipo, tutti giunti in ambulatorio omeopatico con la diagnosi di borreliosi.
Degne di nota sono le numerose somiglianze tra i pazienti che vanno oltre la sola diagnosi di borreliosi. I nostri autori hanno infatti osservato, da diversi punti di vista omeopatici, una psicodinamica molto simile in questi pazienti. Tendono all’autoannientamento, si lasciano facilmente sfruttare e diventano così vittime e emarginati. Ulrich Welte ricava questi temi dall’ordine Ericales nella teoria delle piante di Scholten e mostra perché Ledum e altre Ericacee siano così buoni rimedi per la borreliosi. Marco Riefer ritrova la tematica delle vittime prosciugate e svuotate anche in rimedi provenienti da gruppi e regni naturali completamente diversi.
La nosode è – accanto a Ledum – anche parte integrante del concetto terapeutico di Christina Aris. Nel suo contributo non si tratta però della zona grigia diagnostica della borreliosi cronica, bensì delle manifestazioni cutanee inequivocabili nella fase iniziale della malattia, che lei tratta omeopaticamente quando i pazienti rifiutano una terapia antibiotica. Secondo l’esperienza di Aris la suscettibilità a contrarre la borreliosi dipende spesso da circostanze di vita instabili, che squilibrano i pazienti.
Così è stato anche per Gerhard Bleul, che in una fase di svolta della sua vita sviluppò un eritema migrante e si curò poi esclusivamente con l’omeopatia. Ha così sperimentato sulla propria pelle quante facce possa avere questa malattia e quanto sia difficile ricondurre i sintomi nell’ambito di un decorso plurisfaldato nel tempo.
In questo numero vengono anche presentati due rimedi completamente nuovi. Heidi Brand ha impiegato con successo in un caso di sindrome post-Lyme l’alga d’acqua dolce Chara intermedia, da lei sperimentata, in cui ricompare il tipico tema della vittima. Anche Hans Eberle e Friedrich Ritzer hanno ritrovato i sintomi della loro propria sperimentazione del rimedio nel quadro clinico di una paziente con borreliosi. Così apprendiamo da questo esempio a conoscere Adalia bipunctata, la coccinella bipuntata, come nuovo rimedio omeopatico.
In caso di borreliosi manifesta e accertata, la terapia antibiotica è indicata dal punto di vista medico e una decisione contraria può essere presa solo dal paziente. Nei casi sempre più frequenti della suddetta zona grigia riteniamo invece che un trattamento omeopatico sia la scelta migliore.