Questo numero di SPEKTRUM sul trattamento omeopatico dei traumi è al contempo un’edizione Materia Medica dedicata alle Asteraceae. Nessun’altra famiglia di rimedi la associamo tanto al tema della ferita. Ferite interiori ed esteriori possono traumatizzare per tutta la vita: SPEKTRUM offre risposte alle domande su come tali esperienze possano essere elaborate e integrate. I nostri rinomati autori hanno sondato lo spettro d’azione delle Asteraceae e, accanto a rimedi già noti, hanno presentato anche alcuni rimedi nuovi provenienti dalla vasta famiglia delle Asteraceae.
Willi Neuhold conferisce a tutti i contributi sulle Asteraceae una struttura chiara: con l’esperienza interiore delle Asteraceae secondo il metodo della sensazione e la loro suddivisione miasmatica secondo Sankaran, fornisce una griglia esplicativa per la precisa collocazione dei singoli rimedi. A possibili alternative alle Asteraceae, per esempio le Solanaceae, fanno riferimento, tra gli altri, Annegret Gärtner, Sigrid Lindemann e il pediatra Andreas Richter. Nel suo contributo sul quadro del rimedio e sul ciclo di stress di Bellis perennis apprendiamo anche qualcosa sulla moderna terapia del trauma e sul problema della retraumatizzazione. Quanto ciò sia importante e curativo anche nel lavoro con i genitori, lo mostra Jürgen Weiland con il caso di un ragazzo profondamente ferito proveniente dalla sua pratica pediatrica.
La nuova metodologia di Jan Scholtens è anch’essa tema del numero di ottobre. Egli spiega dettagliatamente la ricerca del rimedio secondo il suo sistema periodico delle piante, in modo comprensibile per tutti coloro che non sono ancora del tutto pratici nel mondo riorganizzato delle «Wonderful Plants». Alla comprensione contribuiscono anche Resie Moonen e Martin Jakob, che analizzano entrambi secondo Scholten. Franz Swoboda mostra, con il consueto spirito arguto, la via per decifrare il codice delle piante di Scholten per rimedi rari. È inserita una grafica originale dalla nuova opera di Jan Scholtens sulla panoramica tassonomica del mondo vegetale.
Renate Paschmanns e Guy Payen presentano con i loro casi clinici l’anima profonda del ben noto rimedio arnica, che è in grado di curare anche strati traumatici profondi. Declan Hammond si è occupato, con partecipazione al dolore dei pazienti, di coloro che hanno dovuto vivere anch’essi il peggio per un genitore: la morte di un figlio. La sua esperienza personale e il trattamento affettuoso nei confronti dei suoi pazienti risultano molto commoventi.
Sorprendente è però l’esito favorevole di tutte queste storie di pazienti. Anche nell’esaustivo e al tempo stesso divertente panorama di Ulrich Welte sulle specie di Cichorium si pone sempre la domanda «essere o non essere», che con l’aiuto dell’omeopatia trova spesso un sorprendente happy end, nonostante tutto il dolore vissuto nel singolo caso.