|
Un caso di mania violenta: Una volta, verso la fine della giornata, quando avevamo finito con tutti i nostri pazienti, ricevetti una chiamata che quell'uomo era diventato violento e stava colpendo un anziano paziente nel letto accanto. L'anziano soffriva di insufficienza cardiaca, e sia lui che i suoi parenti furono ovviamente molto spaventati dall'aggressione.
Il mio paziente parlava ininterrottamente, a volte molto forte, ma riuscivo a malapena a capire cosa volesse dire. Nella sua cartella era annotato che in tali condizioni solitamente gli veniva somministrato Stramonium, che sembrava un'opzione appropriata. Tuttavia non permetteva a nessuno di avvicinarsi per dargli il rimedio. Neppure con l'aiuto del personale infermieristico riuscimmo a sopraffarlo — aveva sviluppato una forza enorme — per somministrarglielo, e dovemmo abbandonare i nostri tentativi.
Poiché disturbava gli altri pazienti nel reparto con il suo parlare incessante e il comportamento violento, iniziai a discutere con lui, lo rimproverai persino e lo biasimai.
Cercai di spiegargli che avrebbe dovuto capirci e consentirci di somministrargli il rimedio. Che sciocchezza da parte mia! Avrei dovuto capirlo io, anziché aspettarmi che fosse lui a capire me.
In quel momento di disperazione ricordai improvvisamente i consigli di Hahnemann (§ 22), che descrivono come comportarsi con tali pazienti. Ecco alcuni dei suoi consigli principali per questo caso:
1) Il medico e il personale infermieristico devono sempre comportarsi come se credessero che il paziente sia sano di mente.
2) Niente punizioni corporali, niente rimproveri al paziente per azioni distruttive o per aver rotto oggetti nell'ambiente; cercare invece di prevenire ciò rimuovendo tali oggetti.
3) In risposta ai discorsi senza senso: silenzio, ma non dare loro piena attenzione.
4) In risposta a comportamenti e parole ripugnanti e disgustosi: ignorarli! Dopo aver letto questo, riacquistai speranza. Decisi di seguire i consigli di Hahnemann e intrapresi i seguenti passi per il bene del paziente e degli altri ricoverati nella clinica:
a) Smettei immediatamente di litigare con lui e di rimproverarlo per aver disturbato e picchiato il paziente nel letto accanto.
b) Trasferii tutti i pazienti in un altro reparto, in modo che nulla potesse più accadere, rendendo così inutile rimproverare il paziente.
c) Istruì il personale ospedaliero a ignorare i suoi discorsi insensati e il suo comportamento strano. Comunque osservavo tutto da lontano.
Nelle circostanze date, fu la cosa migliore che potessi fare per il paziente. Presto fu di nuovo «sobrio» e il suo comportamento si normalizzò. Dopo alcune ore gli altri pazienti poterono essere ricollocati nel reparto. Purtroppo non trovammo il rimedio giusto per interrompere questo ciclo patologico. Tuttavia questa esperienza è preziosa per richiamare l'attenzione sull'importanza dei consigli di Hahnemann.
|