L’emicrania è molto più che un semplice forte mal di testa e può compromettere significativamente la qualità della vita delle persone colpite. Attualmente, nella ricerca sulla malattia si sta spostando sempre più l’attenzione sul collegamento tra intestino e cervello. In questo articolo scoprirete cos’è l’asse intestino-cervello, quali correlazioni tra microbioma intestinale, processi infiammatori ed emicrania vengono discusse e quale ruolo possono avere l’alimentazione e alcuni nutrienti. Inoltre vi proponiamo dieci strategie pratiche per la vita quotidiana con cui potete favorire uno stile di vita a misura di intestino e, possibilmente, integrare in modo utile la prevenzione dell’emicrania.
Emicrania: più di un semplice forte mal di testa
Dolori alla testa unilaterali, pulsanti o martellanti che spesso durano molte ore o giorni, accompagnati da nausea, vomito e una marcata sensibilità a luce e rumori: tutto questo può essere sintomo di emicrania. La malattia neurologica è caratterizzata da attacchi di mal di testa ricorrenti che vanno ben oltre il comune dolore cefalico. In una parte delle persone colpite un attacco è preceduto da una cosiddetta aura, che può manifestarsi per esempio con disturbi visivi temporanei, formicolio o difficoltà nel linguaggio. Frequenza e intensità degli attacchi variano notevolmente da persona a persona.
La genesi dell’emicrania è complessa e coinvolge un’interazione di fattori genetici, neurologici, ormonali e ambientali. Anche stress, privazione del sonno, fluttuazioni ormonali, alcol o abitudini alimentari individuali possono favorire attacchi in soggetti sensibili. Negli ultimi anni, nel contesto dell’emicrania, l’asse intestino-cervello è entrato sempre più nel focus della ricerca. Cosa comporta concretamente questa connessione complessa, quale ruolo potrebbe avere nella genesi e nella regolazione dell’emicrania e quale influenza può esercitare l’alimentazione saranno illustrati nel prosieguo dell’articolo.
Cosa si intende esattamente per asse intestino-cervello?
Per asse intestino-cervello si intende la stretta e reciproca comunicazione tra tratto gastrointestinale e cervello. Non si tratta di una singola struttura anatomica, ma di una rete complessa composta da sistema nervoso, sistema immunitario, ormoni, metaboliti e microbioma intestinale. Un’importante connessione tra intestino e cervello è costituita dal nervo vago, attraverso il quale segnali provenienti dall’apparato digerente vengono trasmessi al sistema nervoso centrale. Allo stesso tempo il cervello può, tramite il sistema nervoso autonomo e vie ormonali, influenzare il movimento intestinale, la digestione e la funzione della barriera intestinale. La comunicazione avviene dunque in entrambe le direzioni: da una parte l’intestino invia informazioni al cervello, dall’altra il cervello esercita ricadute sull’intestino.
Una funzione chiave in questa connessione è svolta dal microbioma intestinale, ossia dall’insieme dei microrganismi presenti nell’intestino. I batteri residenti possono, tra l’altro, produrre acidi grassi a catena corta e altre sostanze bioattive rilevanti che agiscono sul metabolismo, sulle risposte immunitarie e sul sistema nervoso. Viceversa, per esempio la mancanza di sonno, lo stress o carichi psicologici possono modificare composizione e attività del microbioma intestinale. Per questo motivo oggi l’asse intestino-cervello è considerato un importante sistema di comunicazione che mette in relazione aspetti quali alimentazione, stress, metabolismo e sistema immunitario. Nelle patologie neurologiche, tra cui l’emicrania, si indaga se alterazioni di questa comunicazione possano contribuire alla comparsa o alla gravità dei sintomi.
Emicrania e asse intestino-cervello: come sono collegati?
Negli ultimi anni le ricerche sul collegamento tra intestino e cervello hanno assunto un’importanza crescente anche rispetto all’emicrania. Come mostrano diversi studi, le persone con emicrania riportano con più frequenza disturbi gastrointestinali.1 Inoltre la composizione del microbioma intestinale può differire rispetto a quella di persone sane. Una revisione sistematica del 2025 ha ad esempio trovato indizi di differenze nella composizione batterica e una minore diversità microbica nelle persone con emicrania.2 Quale rilevanza abbiano effettivamente tali cambiamenti nella genesi o nell’amplificazione dell’emicrania non è però ancora definitivamente chiarito.
1. Processi infiammatori
Una possibile connessione tra intestino ed emicrania passa attraverso il sistema immunitario e alcuni processi infiammatori. Alterazioni del microbioma intestinale possono influenzare l’attività delle cellule immunitarie e la produzione di mediatori (p.es. citochine). Si discute in particolare se una composizione microbica modificata possa contribuire alla comparsa di processi infiammatori e neuroinfiammatori che a loro volta facilitano un attacco emicranico. Review recenti descrivono soprattutto una possibile associazione tra microbioma intestinale, attivazione immunitaria, stress ossidativo e l’attivazione del cosiddetto sistema trigeminovascolare. Un nesso causale diretto tra una specifica flora intestinale e l’emicrania non è però ancora dimostrato.
2. Barriera intestinale
Anche l’integrità della barriera intestinale potrebbe avere un ruolo. Normalmente la parete intestinale regola con precisione quali sostanze del contenuto intestinale possono entrare nell’organismo. Se questa barriera viene compromessa, la permeabilità può aumentare e componenti batterici o prodotti microbici possono venire a contatto con il sistema immunitario. Al momento non è però chiaro se un’aumentata permeabilità intestinale contribuisca alla genesi dell’emicrania o se sia piuttosto la conseguenza di altri processi associati all’emicrania.
3. Nervo vago
Intestino e cervello sono inoltre collegati tramite il nervo vago. Questo svolge una parte essenziale nella comunicazione tra gli organi del tratto digerente e il sistema nervoso centrale. Segnali provenienti dall’intestino possono essere trasmessi al cervello attraverso il nervo vago, mentre il cervello, tramite il sistema nervoso autonomo, influenza la funzione intestinale. Anche prodotti del metabolismo batterico e cambiamenti nel milieu intestinale possono modulare questi percorsi di segnalazione. Nel contesto dell’emicrania si indaga dunque se alterazioni della comunicazione intestino-cervello via nervo vago possano influire sulla elaborazione del dolore e sui processi neuroinfiammatori.
4. Metaboliti batterici
Non da ultimo sono particolarmente interessanti i prodotti metabolici dei batteri intestinali, i cosiddetti metaboliti intestinali. Tra questi vi sono ad esempio gli acidi grassi a catena corta (Short Chain Fatty Acids = SCFA) come acetato, propionato e butirrato, prodotti dalla fermentazione batterica delle fibre. Questi influenzano tra l’altro la barriera intestinale, le reazioni immunitarie e i processi metabolici e, attraverso l’asse intestino-cervello, potrebbero avere effetti sul sistema nervoso. Cambiamenti in tali metaboliti di origine microbica sono discussi come possibile meccanismo emicranico. Le prove cliniche dirette sono però finora limitate.
Il ruolo dell’alimentazione e degli alimenti ricchi di nitriti nell’emicrania
L’alimentazione può svolgere nei confronti dell’emicrania sia il ruolo di possibile fattore scatenante sia un ruolo di supporto positivo. Non esiste però una «dieta per l’emicrania» valida in generale: gli alimenti che possono scatenare un attacco variano molto a livello individuale. Una recente revisione sistematica del 2025 conclude che alcune modalità alimentari, in particolare la dieta chetogenica e la dieta DASH, possono ridurre la frequenza e in parte anche la gravità degli attacchi emicranici.3 Al contempo le evidenze sono ancora limitate, perciò liste di divieti generalizzate sono spesso poco utili. È più importante per le persone colpite individuare eventuali correlazioni personali tra alimentazione e attacchi e nel contempo seguire una dieta equilibrata e regolare.
Un ruolo particolare viene attribuito inoltre ai nitrati e all’ossido nitrico (NO) che ne deriva. I nitrati sono presenti naturalmente in alimenti come la barbabietola rossa e le verdure a foglia, ma vengono anche utilizzati come conservanti nelle carni lavorate. Nell’organismo, o già nella cavità orale, i nitrati possono essere ridotti a nitriti e poi convertiti in ossido nitrico. Questo influisce, tra l’altro, sul calibro vascolare e può in soggetti sensibili potenzialmente favorire processi emicranici. Interessante è che uno studio ha mostrato come le persone con emicrania presentassero più frequentemente batteri orali in grado di ridurre nitrati, nitriti e NO.4 Anche esperimenti sperimentali suggeriscono una connessione tra il metabolismo nitrato‑nitrito‑NO e l’emicrania.
Nutrienti rilevanti per il sistema nervoso e la prevenzione dell’emicrania
Alcuni micronutrienti e acidi grassi sono oggetto di studi intensi rispetto alla prevenzione dell’emicrania. Una recente review su alimentazione ed emicrania classifica tra i nutrienti rilevanti, tra gli altri, magnesio, riboflavina (vitamina B2) e acidi grassi Omega‑3.5 Di seguito vi presentiamo i nutrienti citati e i loro effetti potenziali nell’emicrania.
- Magnesio: Il magnesio è coinvolto in numerosi processi legati alla trasmissione degli stimoli, alla funzione muscolare e nervosa e al metabolismo energetico. Il legame tra una possibile carenza di magnesio e l’emicrania è oggetto di ricerca da anni. Una recente review sistematica e meta-analisi del 2025 ha valutato 22 studi randomizzati su diversi integratori alimentari. Per il magnesio sono state osservate riduzioni significative nel numero di attacchi emicranici, nei giorni mensili con emicrania e nell’intensità del dolore rispetto ai gruppi di controllo.6
- Riboflavina (vitamina B2): La riboflavina gioca un ruolo soprattutto nel metabolismo energetico mitocondriale. Poiché nell’emicrania si discutono possibili alterazioni della funzione mitocondriale e del metabolismo ossidativo, la vitamina B2 è studiata come possibile approccio di supporto. Una meta-analisi di dodici studi clinici con un totale di 749 partecipanti ha trovato evidenze di una riduzione della frequenza e della durata degli attacchi emicranici con la supplementazione di riboflavina.7
- Acidi grassi Omega‑3: Gli acidi grassi Omega‑3 a catena lunga EPA e DHA sono componenti fondamentali delle membrane cellulari e partecipano a vari processi di regolazione dell’infiammazione. Se possano influenzare i processi infiammatori discussi nell’emicrania non è ancora chiarito in modo definitivo.
Dalle fibre al movimento: 9 consigli per uno stile di vita favorevole all’intestino in caso di emicrania
Non è possibile ottimizzare l’asse intestino-cervello con una singola misura. Piuttosto, diverse abitudini possono sostenere complessivamente uno stile di vita sano e avere riflessi positivi anche sulla malattia. Soprattutto nell’emicrania è utile osservare possibili fattori scatenanti personali senza eliminare frettolosamente interi gruppi alimentari. Le raccomandazioni seguenti combinano le conoscenze attuali sulla prevenzione dell’emicrania con il crescente sapere sull’asse intestino-cervello.
- Non saltate i pasti: Lunghi periodi di digiuno o orari dei pasti fortemente irregolari possono scatenare attacchi in alcune persone. Un’assunzione regolare di cibo durante la giornata aiuta inoltre a mantenere costante l’energia.
- Prediligete un’alimentazione ricca di fibre: Verdura, frutta, legumi, prodotti integrali, frutta secca e semi forniscono fibre che alcuni batteri intestinali fermentano in acidi grassi a catena corta. Questo costituisce una base importante per un microbioma diversificato.
- Mangiate il più possibile colorato e vario: Una scelta varia di alimenti vegetali fornisce diversi tipi di fibre e composti vegetali secondari. La varietà nel piatto può sostenere anche la diversità del microbioma intestinale — un aspetto i cui effetti sull’emicrania sono attualmente oggetto di ricerche.
- Assumete liquidi a sufficienza: Il richiamo a bere abbastanza è tra le raccomandazioni di salute più note. Un’adeguata idratazione è importante anche in caso di emicrania. Nei giorni caldi, durante l’attività fisica o in caso di sudorazione intensa è particolarmente importante bere regolarmente.
- Individuate i vostri trigger alimentari personali: Alcol, caffeina, alcuni alimenti lavorati o intolleranze individuali possono in alcuni casi favorire attacchi di emicrania. Invece di evitare a priori una lunga lista di alimenti, può essere utile tenere un diario di emicrania e alimentazione. La reazione a singoli alimenti è molto individuale.
- Assicurate un apporto adeguato di magnesio e vitamina B2: Magnesio e riboflavina (vitamina B2) sono nutrienti che nella prevenzione dell’emicrania sono relativamente ben studiati. Una dieta equilibrata dovrebbe quindi comprendere regolarmente alimenti ricchi di magnesio e riboflavina. Un’integrazione ad alte dosi di queste sostanze va invece sempre discussa con un medico.
- Inserite alimenti ricchi di Omega‑3 nella dieta: Pesci grassi di mare, noci, semi di lino e semi di chia forniscono acidi grassi Omega‑3, che contribuiscono tra l’altro alla regolazione di processi infiammatori. Tuttavia, l’evidenza che integratori di Omega‑3 siano efficaci specificamente per la prevenzione dell’emicrania non è ancora conclusiva.
- Praticate attività fisica idealmente ogni giorno: Un’attività fisica moderata può aiutare a prevenire l’emicrania e ha benefici per il metabolismo, la regolazione dello stress e il benessere generale. Sono adatte, ad esempio, camminata, ciclismo, nuoto o esercizi di forza moderati — l’aspetto determinante è la regolarità.
- Dare priorità a un sonno adeguato e a routine notturne: Sia la mancanza di sonno sia orari del sonno fortemente irregolari possono favorire attacchi in persone sensibili. Orari regolari favoriscono il nostro «orologio interno», il cosiddetto ritmo circadiano, che è collegato all’asse intestino-cervello tramite vari segnali.
Avvertenza
Questo articolo non sostituisce un trattamento da parte di un terapeuta qualificato. La base di questo contributo sono studi e letteratura attuale. Non deve essere utilizzato per autodiagnosi o autotratamento. Discutete eventualmente le vostre idee tratte da questo articolo con un terapeuta di fiducia.
Biografia
Katharina Korbach scrive regolarmente per il Narayana Verlag articoli sul blog riguardanti piante medicinali e sostanze naturali. Fin da giovane si è interessata alla lingua e ha cominciato a scrivere testi letterari propri. Una grave malattia durante gli anni dell’esame di maturità l’ha portata a un approfondito impegno con temi di salute e alimentazione che continua tuttora. Dopo il ripetuto fallimento di approcci terapeutici della medicina convenzionale, ha optato per un approccio terapeutico naturopatico più orientato all’autoefficacia. Un’alimentazione a base vegetale è stata una chiave importante nel suo percorso di guarigione.
Katharina ha studiato Scienze culturali (B.A.) e Letteratura applicata (M.A.). Nel 2022 ha pubblicato il suo romanzo d’esordio "Sperling" presso Berlin Verlag. Oggi vive a Berlino come autrice freelance, redattrice medica e docente. Il suo tempo libero lo trascorre volentieri con gli amici o allenandosi con il metodo Barre. Ama inoltre viaggiare e sperimentare nuove ricette vegane.
Fonti
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